Educare i cittadini del futuro: la sfida di Quartiere Attivo

Quartiere Attivo è un’associazione di promozione sociale fondata nel 2014 a Verona con l’obiettivo di divenire un punto di riferimento socioculturale per il territorio scaligero. Un’iniziativa nata dal desiderio di un gruppo di giovani di valorizzare il proprio territorio educando le nuove generazioni a divenirne cittadini attivi. Ne parliamo con Davide Peccantini, fondatore e presidente dell’Associazione.

“Ho appena finito di spiegare la storia di Piazza Erbe ai piccoli consiglieri comunali. Parliamo a loro di cittadinanza attiva e chiediamo come vedono il quartiere e come vorrebbero migliorarlo. A maggio presenteranno i loro elaborati alla cerimonia di chiusura dell’anno scolastico nella sala del Consiglio Comunale dove potranno sperimentare direttamente il loro diritto alla cittadinanza”. Esordisce così Davide Peccantini, classe 1984, fondatore e presidente di Quartiere Attivo, associazione di promozione sociale nata con l’obiettivo di promuovere il territorio, coinvolgendo gli studenti delle scuole primarie e secondarie in iniziative socioculturali ed educative.

Un’idea nata durante un periodo all’estero, a Berlino, dove Davide entra in contatto con un gruppo di ragazzi impegnati a promuovere attività educative per far conoscere ai più giovani, attraverso il gioco, l’identità del proprio quartiere. Davide si appassiona al progetto, ritorna a Verona e decide insieme a due amici di fondare Quartiere Attivo.

“Nel nostro quartiere iniziative non ce n’erano. – racconta Davide – I bambini andavano con i genitori al centro commerciale il sabato e la domenica piuttosto che passeggiare in centro o andare sulla pista ciclabile”

Una sfida, quella di Davide, che vuole contrastare “l’involuzione di pensiero” ormai dilagante per insegnare ai giovani ad essere cittadini consapevoli e attivi del proprio quartiere e della propria città. “Siamo partiti da zero. – ci ricorda – Poi pian piano nel 2015 Fondazione Cattolica ci ha dato un primo contributo che ci ha permesso di raddoppiare il numero di studenti”. Grazie al passaparola l’associazione riesce difatti a coinvolgere un maggior numero di insegnanti che riconoscono l’utilità del progetto: attraverso tre lezioni, che includono nozioni storiche, giochi, uscita didattica e lezione di inglese, viene insegnata l’educazione civica e attraverso di essa gli studenti si rendono conto di far parte di una comunità con un proprio vissuto e dei propri simboli in cui riconoscersi. Ma non solo, nell’ultima delle tre lezioni ai ragazzi viene proposta una modalità didattica innovativa in lingua inglese: il Content and Language Integrated Learning. Un’esperta di questa metodologia di insegnamento traccia un parallelismo tra le caratteristiche del quartiere visitato e una realtà simile presente nel mondo anglosassone. “In questo modo gli studenti si rendono conto che oltre ad essere cittadini della propria città sono cittadini del mondo. La nostra è una vera e propria educazione alla globalità”. Un’esperienza formativa sempre più importante considerata la necessità di favorire l’integrazione di molti studenti stranieri, letteralmente catapultati in una nuova realtà; “per loro conoscere il quartiere insieme ai compagni significa capire il significato dei luoghi che incontrano e favorire il loro senso di integrazione che condivideranno con la famiglia, raccontando la loro esperienza a casa”.

Quella di Quartiere Attivo è dunque una proposta socioeducativa che si propone di raggiungere risultati di grande rilevanza e attualità. 
Per farlo, l’associazione mette in campo diversificati strumenti educativi cercando di utilizzare linguaggi e media familiari ai giovani ma anche proponendo esperienze apparentemente semplici e ad oggi in disuso come, ad esempio, una passeggiata

“Fare una passeggiata sembra una cosa semplice ma per le nuove generazioni è una un’esperienza nuova. – racconta il presidente dell’associazione – Camminare, andare nelle piazze, nelle piste ciclabili, capire le cose che incontriamo sono tutti strumenti per comprendere il nostro territorio e per integrarci all’interno della comunità”.

Durante le passeggiate, l’Associazione non dimentica la necessità di parlare agli studenti coinvolgendoli con espedienti innovativi come ad esempio la realtà aumentata grazie alla quale nel progetto Verona Romana Mobile Learning, nato in collaborazione con l’Università di Padova, gli studenti possono immergersi nella Verona dei tempi dell’antica Roma.
Nelle attività di Quartiere Attivo, quindi, memoria e futuro si intrecciano in un unico presente in cui gettare le basi per lo sviluppo del proprio territorio.

“Il nostro motore – ci racconta Davide – è la consapevolezza di poter fare qualcosa per il futuro della nostra città, della nostra comunità”.

E sempre parlando di futuro delinea quello che vorrebbe essere l’orizzonte di Quartiere Attivo: “vorrei trasformare l’Associazione in Impresa Sociale con uno spazio socio educativo dove poter fare attività coinvolgendo i giovani per farli sentire parte attiva della comunità. Sarebbe bello che questo nostro progetto divenisse un modello replicabile: mi piacerebbe farlo nelle città estere in cui Verona è gemellata per spiegare ai ragazzi cosa hanno in comune le nostre città”. E’ infatti solo accorciando le distanze che ognuno di noi si percepisce membro di una comunità più allargata con cui condividere la propria storia per poi progettare insieme un unico futuro.

Sempre alla ricerca di storie che raccontino le relazioni umane, nel corso del suo dottorato in Management ha modo di indagare le dinamiche del trasferimento del saper fare tra i maestri d’arte e i giovani artigiani, entrando nelle aziende d’eccellenza italiane, dove si innamora del bello e del ben fatto, qualità tipicamente Made in Italy. Affascinata da questa capacità tutta italiana di produrre Bellezza, entra in Fondazione dove collabora allo sviluppo dei progetti e delle attività legate alla comunicazione.