Goppion, la spettacolare macchina tecnologica che abbraccia Monna Lisa

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Nel 2005 Monna Lisa guadagna una nuova collocazione al Louvre, una collocazione che consente ai milioni di visitatori, più di sei milioni ogni anno, che si avvicinano al mistero del suo sorriso, una miglior visione. La Sale des Etats la accoglie dopo una ristrutturazione dal ragguardevole costo di 4.8 milioni di Euro. Il dipinto sta da solo dietro una grande teca di cristallo antiriflesso: una nuova cassaforte di cristallo (alta 4 metri e mezzo e larga due) la protegge dai danni biologici così come da ogni tentativo di vandalismo.

La nuova teca consente anche ai visitatori di avvicinarsi a pochi passi dal famoso dipinto e come dice la curatrice che si occupa del Rinascimento, Cecile Scaillerez, di “abolire quasi la distanza tra il modello e l’osservatore”. A costruire la teca è stata un’azienda di Trezzano sul Naviglio, Goppion, un esempio dell’incredibile forza e del talento di questo strano paese, una forza d’innovazione capace ogni volta di sorprenderci per la qualità e le differenti tipologie di oggetti a cui si applica.

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Monna Lisa, Louvre - Parigi

Nella storia di questa piccola azienda milanese, spiega con orgoglio il titolare, Alessandro Goppion, “figurano interventi nei più prestigiosi musei del mondo, nostre sono le vetrine superblindate in cui sono esposti i gioielli della Corona inglese e quelle che hanno protetto le esposizioni italiane di altri tre capolavori di Leonardo: la Dama con l’ermellino, il Codice Atlantico e la Madonna Litta”. Goppion esegue il progetto, straordinario per complessità di realizzazione ed elementi di innovazione, del Newseum di Washington, il nuovo museo dedicato all’informazione, e ancora a Parigi, nel 2009, realizza un’altra opera di grande rilevanza: l’allestimento del Musée dell’Armée all’interno dell’Hôtel National des Invalides. Si tratta di 400 vetrine contenenti armi, uniformi e vessilli militari che si sviluppano su 2 mila metri quadri e che sono state realizzate usando 262 mila chili d’acciaio, 2250 metri quadrati di vetro e più di tre chilometri di guarnizioni. Questo complesso allestimento viene fabbricato a Milano, qui viene montato per i controlli e poi da qui viene spedito nella capitale francese. Ultima grande realizzazione è quella dei nuovi ambienti della Royal Accademy di Londra finiti di montare nel maggio del 2018.

Cooper Hewitt - New York
MEG - Ginevra

Nata nel 1952, a Milano, Goppion è un’azienda specializzata nelle costruzioni in cristallo e metallo, vetrine in particolar modo. Come molte aziende innovative, nasce dentro quella grande ondata di creatività del secondo dopo guerra. Luce, vetro, metallo e legno: gli elementi tradizionali della artigianalità italiana vengono sviluppati in nuove direzioni e in nuove forme. In questo quadro la giovane azienda decide di puntare sulla lavorazione del cristallo e comincia a costruire vetrine ed espositori per negozi. Accompagna la crescita di Ferrero realizzando migliaia di espositori dei suoi prodotti per bar e negozi della penisola. Ma la vera svolta nella vita di Goppion avviene nel 1956 quando Il Museo degli Strumenti Musicali di Milano chiede all’azienda di realizzare le vetrine espositive delle sue sale. Da quel momento l’azienda prende la strada di una specializzazione che la porterà ai vertici mondiali degli allestimenti museali e della museo tecnica. Strada facendo le teche e le vetrine diventano complesse macchine scenotecniche alla cui base stanno importanti innovazioni tecnologiche cui l’azienda lavora in proprio e con la collaborazione del Politecnico di Milano. La sfida diventa quella della conservazione preventiva, quella cioè di mettere l’opera d’arte in un ambiente che l’aiuti a vivere nelle condizioni migliori. È Cesare Maria Joppolo, responsabile del Laboratorio di ventilazione e condizionamento ambientale del Politecnico di Milano che mette a punto un innovativo circuito di difesa contro le insidie del microclima ambientale. «Ogni anno davanti alla Gioconda passano molti milioni di visitatori – dice Joppolo – che sono fonti costanti di umidità e di contaminanti: ogni persona rilascia contaminanti gassosi e un numero elevatissimo di particelle (solide e liquide) di dimensioni microbiche e submicroniche, che si accumulano nell’ambiente circostante». Da qui parte il lavoro che applica il controllo di umidità alle esplicite esigenze degli oggetti da proteggere e da qui origina il contributo dell’azienda alla ricerca e all’innovazione tecnologica: circuiti di refrigerazione termo elettrici e filtri assoluti degni di una sala operatoria, il tutto combinato con una grande ricerca estetica che mette al centro non solo la possibilità di conservare ma la necessità di “vedere” l’oggetto esposto.

Museo Egizio - Torino
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Galleria Venere di Milo, Louvre - Parigi

Goppion è un classico caso di ricerca applicata all’Italiana, una ricerca che avanza seguendo lo studio appassionato delle applicazioni, una ricerca dove i temi vengono dettati dai ritmi della fabbrica e delle commesse. In questo caso c’è anche, come dovrebbe esserci sempre, una buona integrazione tra la pratica operativa aziendale e la ricerca universitaria. Un caso straordinario di quel che gli Italiani sanno fare quando l’integrazione tra passione per la qualità e tecnologia guidano l’innovazione. È così che succede il miracolo a Parigi: il miracolo di un grande capolavoro italiano, circondato, quasi abbracciato, da una spettacolare macchina tecnologica tutta italiana.

Pietà Rondanini
Pietà Rondanini, Castello Sforzesco - Milano

Per maggiori informazioni:
Goppion S.p.A 
Marco Carminati, Il Louvre e le vetrine di Venere.

Si ringrazia per le immagini Goppion S.p.A.

Giornalista professionista e sociologo, è tra i Fondatori di Italia Patria della Bellezza di cui ne apprezza particolarmente il ruolo economico e sociale finalizzato alla crescita del nostro Paese.

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