Indici e reputazione dell’Italia: più coordinamento senza dimenticare la dimensione culturale

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Aumenta il coordinamento interistituzionale e fra pubblico e privato per creare un’immagine più realistica dell’Italia, soprattutto attraverso gli indici internazionali. A ciò devono aggiungersi iniziative a lungo termine in campo culturale: Nation Brand Italia propone la creazione di una biblioteca del Brand Italia.

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“Non tutto ciò che può essere contato conta e non tutto ciò che conta può essere contato.”
Con questa citazione di Albert Einstein si è conclusa la presentazione del Global Attractiveness Index di Valerio De Molli, amministratore delegato di The European House Ambrosetti, al convegno Indici e reputazione: strategie per l’attrattività a confronto, che si è svolto alla Farnesina il 27 novembre scorso. Una conclusione che forse non ci si aspetterebbe da chi presenta un lavoro basato su numeri e calcoli, con più di 670.000 dati analizzati, ma che trovo efficace nell’illustrare il concetto di promozione integrata del Sistema Paese promosso dal Ministero degli Esteri.

Nell’ambito della bellezza, della cultura, dell’arte, del paesaggio abbiamo a che fare per molti versi con patrimoni di valore inestimabile, per definizione. Tuttavia anche ciò che è meno facilmente misurabile, aggregabile, comparabile, conta per la reputazione globale del nostro Paese. È anzi ciò che costituisce il quadro all’interno del quale sono lette e interpretate le tante classifiche internazionali. È l’ambito in cui si crea, come ha sottolineato il Sottosegretario Di Stefano, la distanza fra la reputazione del Made in Italy e la percezione complessiva del Paese, e in cui si evidenzia la differenza fra autopercezione ed eteropercezione ricordata da De Molli.

Perciò è prezioso lo sforzo di coordinamento delle attività a favore della reputazione e dell’attrattività dell’Italia in ambito pubblico e privato, centrale e locale, interno ed estero, economico, politico e culturale che si sta compiendo.
Ne è un esempio il convegno della Farnesina, che ha riunito Vincenzo de Luca e Giandomenico Magliano del Ministero degli Esteri, Fabrizio Lucentini del Ministero dello Sviluppo economico, Roberto Torrini di Banca d’Italia, Stefano Nigro dell’ICE, Eugenio Sidoli dell’Advisory Board Investitori Esteri di Confindustria, Luigi Paganetto dell’Università di Tor Vergata, Luca Martinazzoli dell’area Marketing metropolitano del Comune di Milano, Fabio Ventoruzzo di Reputation Institute, Luigi Mercuri di Conway Advisory e quattro diplomatici stranieri in rappresentanza di India, Croazia, Kenya e Polonia.
Alcuni degli intervenuti rappresentavano il Gruppo di lavoro sugli indici internazionali, creato all’interno della Cabina di regia per l’internazionalizzazione e diretto dall’Amb. Magliano, che si doterà prossimamente di un Mr. Ranking.

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Mentre si lavora ad interventi fondamentali dal punto di vista tecnico e legislativo, è però altrettanto importante investire sulla dimensione culturale e sociale della reputazione dell’Italia.
Culturale non significa teorica. Iniziative rivolte a studenti stranieri e italiani (non dimentichiamo il tema dell’autopercezione), a italiani all’estero, ad expat residenti in Italia possono avere impatti importanti – e in buona parte misurabili – a medio e lungo termine.

Con Nation Brand Italia ho iniziato a concepire, ad esempio, una biblioteca del Brand Italia
Un’iniziativa che, con un investimento limitato, creerebbe un patrimonio e un punto di riferimento per istituzioni e imprese italiane, investitori stranieri presenti e futuri, giornalisti, studenti e ricercatori.
Un segno che l’Italia prende sul serio, non solo con Mr. Ranking ma a tutti i livelli, gli indici internazionali che ha per molto tempo sottovalutato, come ha detto Torrini di Banca d’Italia. 
Un luogo di informazione e sensibilizzazione, in particolare per gli ambiti con grande scarto fra percezione e realtà, che avrebbe una durata e un impatto ben maggiori di una campagna social o di uno studio una tantum.

Crediti immagine 
– immagine di copertina: La fontana con la Sfera Grande di Arnaldo Pomodoro, Piazzale della Farnesina, Roma. Foto di Riccardo Cuppini via Flickr;
– immagine convegno: Francesca Zilio.

 

Francesca Zilio è fondatrice del progetto Nation Brand Italia (www.nationbranditalia.it) sulla reputazione internazionale dell’Italia. Ricercatrice in Storia delle relazioni internazionali, si è occupata della promozione dell’immagine dei Paesi  a livello storico.
Attraverso Nation Brand Italia è autrice, consulente, formatrice e content curator sui temi del Made in Italy, della misurazione e promozione della reputazione nazionale e dell’autopercezione degli italiani.