LA RIVINCITA DELLA SAPIENZA ARTIGIANA

Una ricerca del Politecnico di Milano, pubblicata sul Journal of Knowledge Management, porta alla luce per la prima volta l’importante connessione tra le pratiche di gestione e di trasferimento della conoscenza (knowledge management e knowledge transfer) e la performance organizzativa. Sotto la lente di ingrandimento una categoria di organizzazioni particolarmente care al nostro Paese: le imprese artigiane.

UK, Italia, Francia sono i tre Paesi in cui le industrie creative giocano un ruolo rilevante per l’economia. Industrie che traggono la loro origine dalla creatività e dal talento individuali e creano ricchezza e lavoro attraverso l’uso della proprietà intellettuale. Un comparto davvero complesso, quindi, che solo in Italia produce il 4.2% del PIL (dati 2013), come emerge dalla nostra ricerca Economia della Bellezza.

Nella produzione di questa ricchezza, un ruolo fondamentale è senza dubbio giocato da una categoria specifica di industria creativa: l’impresa artigiana. In un rapporto del 2014 (fonte Ministero dello Sviluppo Economico) si attribuisce a queste imprese il 18% dell’export ed una rilevante incidenza sul PIL nazionale. Un “comparto dalle uova d’oro”, quindi, che attira il mercato estero, affascinato dalla nostra capacità di produrre Bellezza attraverso artefatti dall’alto valore simbolico, risultato di un processo perlopiù manuale ottenuto grazie alle raffinata sapienza di artigiani specializzati, veri e propri “maestri d’arte”. La loro sapienza artigiana è senza dubbio il vero asset di questo settore ma, a sorpresa, ne costituisce anche il limite. Si tratta infatti di una conoscenza perlopiù “tacita”, frutto di processi non codificati, di “un rubare con gli occhi” il mestiere. Questa difficoltà di una codifica delle dinamiche legate alla conoscenza ha portato – finora – ad una carenza di studi e osservazioni sul settore e ad una conseguente penuria di azioni in merito. Gli studi legati al mondo della conoscenza nelle organizzazioni sono infatti sempre stati finalizzati all’analisi di paradigmi tecnologici legati ad organizzazioni in cui i processi produttivi sono standardizzati.

Ma qualcosa sta cambiando. Uno studio promosso dal Politecnico di Milano rileva una interessante controtendenza: negli ultimi anni le dinamiche di gestione e trasferimento del saper fare artigiano sono divenute un rilevante oggetto di osservazione e di dibattito e sono state sempre più connesse ai risultati di performance delle organizzazioni.

In questa epoca di automatismi e di sistemi ciber-fisici, stiamo assistendo ad un cambio di tendenza davvero singolare dato che si sente la necessità di volgere lo sguardo indietro per osservare il complesso sistema di conoscenze insite nelle imprese artigiane. Un sistema di saperi che – non bisogna dimenticare – fa parte del nostro DNA e come tale va riconosciuto e valorizzato per far sì che le imprese artigiane aumentino il proprio vantaggio competitivo divenendo una fonte di valore sostenibile nel tempo per il nostro Paese.

Credits: ©Susanna Pozzoli per Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte – www.unascuolaunlavoro.it

Fondazione Italia Patria della Bellezza nasce con l’obiettivo di posizionare l’Italia nel mondo  attraverso la definizione e la comunicazione della sua Identità Competitiva, rappresentata da quella caratteristica unica e posizionante che è la Bellezza. La missione della Fondazione è valorizzare tale Bellezza, nella sua accezione più ampia, trasformando il suo straordinario potenziale in una risorsa strategica di sviluppo economico e sociale.
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