Le Dimore del Quartetto

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La rete che valorizza giovani quartetti d’archi e dimore storiche in un’economia circolare.

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Quartetto Guadagnini presso la Villa di Tecognano, Sabatini Gin

Ottima musica in un ambiente meraviglioso e da scoprire: cosa può esserci di meglio? È questa la proposta de Le Dimore del Quartetto: permettere a giovani musicisti di alloggiare, studiare, provare ed infine esibirsi all’interno delle ville e degli edifici storici di proprietà di mecenati o semplici appassionati di musica classica. Un concerto in cambio di ospitalità, in sintesi. E a guadagnarci è soprattutto il pubblico, che può godersi non solo un brano di Beethoven, Bartók o Haydn, ma anche l’entrata in una delle tante dimore meravigliose che costellano il territorio italiano, da nord a sud, e che troppo spesso rimangono inaccessibili ai visitatori. Il tutto in un clima di convivialità e, perché no, accompagnati da un calice di vino o dai migliori piatti tipici del luogo.

L’idea è proprio quella di rendere la musica classica più accessibile a tutti. In primis ai musicisti, che possono finalmente usufruire di uno spazio per alloggiare e suonare, in un ambiente ideale che sostituisce le sale di prova a pagamento e gli hotel, spese che spesso i quartetti emergenti faticano a sostenere. E poi al pubblico che, invogliato dall’atmosfera accogliente, dalla durata dell’esibizione (massimo 60 minuti) e dalla vicinanza con gli artisti che si presentano e si raccontano, trova più attuale e soddisfacente l’esperienza rispetto alle esibizioni canoniche nei teatri o nelle sale da concerto.
La barriera tra palcoscenico e platea viene abbattuta: la musica fluisce nelle stanze delle dimore, unendo pubblico e musicisti in un unico respiro.

Goethe definiva il quartetto d’archi come “Una conversazione tra quattro gentiluomini guidati da ragione”, mentre Luciano Berio, compositore che fu pioniere della musica elettronica, affermava che non esiste “un insieme strumentale che sia stato penetrato tanto profondamente dal pensiero musicale quanto il Quartetto d’Archi. È infatti attraverso di esso che il vascello della musica ha gettato lo scandaglio nei mari più profondi”

Qui, più che di scandaglio in profondità, potremmo parlare di una chiave che spalanca il portone di veri e propri monumenti tutti da scoprire e visitare. E non più solo quartetti, ora, ma anche trii, d’archi o con pianoforte.

I giovani musicisti vengono selezionati da Simone Gramaglia, viola del Quartetto di Cremona, mentre la rete di dimore è stata costruita grazie alle partnership con l’Associazione Dimore Storiche Italiane e il FAI-Fondo Ambiente Italiano, oltre che ad un passaparola virtuoso tra proprietari di case entusiasti dell’iniziativa. Dal Friuli alla Sicilia, sono già più di 150 le case, ville, residenze e proprietà che hanno scelto di aprire le porte ai giovani artisti e al pubblico. È in atto l’espansione all’estero attraverso collaborazioni con European Historic Houses e gli Istituti Italiani di Cultura nel mondo, per far sì che il progetto possa fiorire anche oltre i confini nazionali.

Una doppia valorizzazione, quindi: per i musicisti, che viaggiano, studiano, si esibiscono, e per le dimore, che tornano ad essere abitate e vissute, che da qui possono ripartire per una seconda vita. E il visitatore può trovare all’improvviso, nello stimolo di un concerto, un’esperienza completa che unisce la buona musica al piacere della scoperta.

Per maggiori informazioni su Le Dimore del Quartetto, sulle attività e i concerti:  www.ledimoredelquartetto.eu

Foto in copertina: New Music Quartet al Castello di San Fabiano
Crediti immagini: Igreg Studio

Dopo la laurea in Lettere Moderne a Macerata, Valerio Talevi lavora 7 mesi per Expo 2015, e poi frequenta il Master in Editoria presso la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori di Milano. Inizia a lavorare nel 2017 alla Società del Quartetto di Milano, dove presenta un progetto per ampliare il bacino di pubblico dell’organizzazione, rivolgendosi soprattutto ai giovani. Attualmente si occupa di comunicazione, social marketing e copywriting presso la stessa società.