Viaggio tra la storia, la cultura e i sapori di Castelvetro

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A pochi chilometri da Modena si trova un borgo unico che ha vinto un prestigioso riconoscimento per la sua architettura rurale.

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Inizia dalle dolci colline colme di vigneti il viaggio a Castelvetro di Modena. Un piccolo borgo che ha fatto della sua architettura rurale, attraversata dal torrente Guerro, il suo carattere distintivo, rendendo questa zona collinare di notevole interesse pubblico paesaggistico, come conferma una recente dichiarazione da parte della “Commissione per il patrimonio culturale dell’Emilia Romagna”.

È qui che ha origine il vino rosso frizzante Lambrusco di Grasparossa di Castelvetro, da questa terra che sembra essere uscita da un libro di racconti per bambini per la sua bellezza.
Il nostro viaggio parte dal borgo storico di Castelvetro di Modena, il cui profilo si caratterizza per le suggestive torri e campanili che si stagliano sulle rigogliose colline circostanti, accogliendo chi giunge in lontananza. Il borgo con la sua forma raccolta custodisce, come uno scrigno, un valoroso patrimonio culturale, come i resti delle antiche fortificazioni murarie e l’Oratorio di S. Antonio di Padova, voluto nel XVII dalla famiglia Rangoni, nobile dinastia del luogo.

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Entriamo nel centro storico, dove veniamo accolti dalla Torre delle Prigioni, costruita nella seconda metà del XVI sec. e alta più di venti metri. Pochi passi più avanti si apre davanti a noi Piazza Roma, il cuore pulsante del paese, dal quale possiamo godere una vista panoramica, fatta dalle dolci colline. La nostra attenzione viene tuttavia catturata dalla pavimentazione a lastre bianche e nere che formano una singolare scacchiera; questa particolarità fa sì che Piazza Roma sia conosciuta anche come “Piazza della Dama” trasformandosi negli anni pari, il palcoscenico che ospita il gioco di dama vivente.

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Il borgo di Castelvetro ci affascina con i suoi pittoreschi edifici dove possiamo ammirare il Palazzo Comunale, il Palazzo Rinaldi, e la magica Torre dell’Orologio che domina la piazza ed è, senza dubbio, uno dei simboli di questo paese.
La Torre eretta tra il XI-XII secolo, rappresenta ciò che resta dell’antica struttura fortificata nel lato est del castello; nel XII-XIII venne probabilmente dotata di campana con la funzione di convocare la popolazione in piazza, inoltre una meridiana, ben visibile dal lato sud, segnala ancora oggi lo scorrere del tempo. 
Lasciamo la piazza e ci dirigiamo verso l’imponente Chiesa Parrocchiale, eretta nel 1897 ed esempio di architettura neogotica. Sulla facciata si aprono tre porte sormontate da rosoni e un fregio ad archetti pensili, l’interno presenta tre navate con pilastri, un altare in marmo di Carrara e vari dipinti, provenienti da altre chiese ed oratori del territorio.                                                          

Il suo campanile slanciato, in stile con l’edificio principale, svetta verso il cielo coi suoi 48,5 metri di altezza ed è certamente uno dei più belli della provincia di Modena. Di fronte alla chiesa ammiriamo Palazzo Rangoni, famoso per aver ospitato il poeta italiano Torquato Tasso. L’edificio è contraddistinto da un’ampia entrata con atrio decorato, un cortile interno, lo scalone d’onore e un ballatoio che mette in comunicazione le due ali del palazzo.

Tra i vicoli di questo piccolo borgo nel cuore della campagna collinare modenese, troviamo piccole botteghe di un tempo e luoghi di ristoro, rappresentati da classiche trattorie dall’identità contadina dove tutto viene cucinato come una volta dalle mani sapienti, delle cosìdette “razdore”.

Questa valle, in cui scorre lento il torrente Guerro, sarà sottoposta ad una tutela paesaggistica per la sua unicità non solo per i rilievi collinari ma anche per le case coloniche, che disseminate qua e là contraddistinguono l’architettura della zona, dando vita ad un esempio reale in cui la tradizione rurale diviene un patrimonio culturale da conservare attraverso azioni mirate di salvaguardia e di valorizzazione con la collaborazione del pubblico e del privato.

Dopo gli studi alla Scuola Interpreti e Traduttori di Bologna, Francesca consegue una seconda laurea all’Università di Modena. Una volta terminati gli anni accademici parte per Bruxelles per frequentare un master di specializzazione in comunicazione internazionale. Nel frattempo il lavoro di traduttore iniziato subito dopo la scuola di Bologna e protratto negli anni a seguire, la portano una volta rientrata in Italia, ad intraprendere una nuova esperienza lavorativa nell’ambito della comunicazione all’interno di aziende. La passione per le lingue straniere e per la scrittura trovano perfetta armonia nello storytelling, da cui nasce il blog www.ciaoemilia.com. Con l’attività di blogging, le collaborazioni editoriali si allargano anche all’estero in particolare negli Stati Uniti. Nel 2016 Francesca diventa giornalista pubblicista e continua la sua professione nel mondo della comunicazione. Scoprire luoghi lontani dalle rotte turistiche insieme al marito Flavio e fare lunghe passeggiate con il cane Vicky, sono gli hobby preferiti.