A Beautiful Wor…d: Le Parole del Lazzaretto

Oggi raccontiamo alcune curiosità legate a parole diventate ormai comuni nel nostro linguaggio e che, in qualche modo, sono legate ai nostri Lazzaretti Veneziani.
Sulla reale etimologia di queste parole professori universitari di lingue, che hanno certo più competenza di noi, stanno dibattendo.. la lingua è fluida e cambia e trovare la vera radice di una parola può essere difficile.
Questo non toglie che il racconto e le curiosità, plausibili, anche se non ancora di origine certa, narrano una storia interessante che appaga un desiderio di conoscere e che pensiamo valga comunque la pena di essere raccontata..

Come in tutte le degne indagini, cominciamo dai dati certi…
La prima parola di cui parliamo è Lazzaretto. E’ l’unica parola sulla cui origine tutti sono concordi!
Lazzaretto: E’ il termine che definisce l’ospedale per malattie infettive e contagiose.
Non tutti sanno che questa parola deriva dal nome dell’isola di Santa Maria di Nazareth, vicino a Venezia, dove fu istituito il primo Lazzareto, il Lazzaretto Vecchio. Da Nazaretum è derivato l’odierno Lazzaretto (in antico veneziano lo scambio n/l iniziale non era raro).
Per saperne di più, ne ha scritto anche l’Accademia della Crusca. Tutte le risposte qui!

Ora parliamo di altre parole sulle quali c’è incerta origine, ma che raccontano comunque una storia ricca di fascino…
Quarantena: Molto comune nel nostro linguaggio, soprattutto in questo momento storico, è la parola che definisce il periodo durante il quale le persone provenienti da luoghi infetti vengono isolate e tenute in osservazione. Questo periodo non era necessariamente di quaranta giorni, poteva essere di venti (Ventina) o trenta (Trentina) o così via… Ma sembra che sia stato proprio nei nostri Lazzaretti ad essere stabilito che fosse di quaranta. Quaranta è, in verità, un numero che si ripete spesso dalla letteratura alla religione, un numero “superstizioso” e anche carico di significato come i quaranta giorni di Cristo nel deserto.
Quarantena è il termine che si applica oggi a qualunque tipo di isolamento forzato a fini clinici, anche all’attuale che è “solo” di quattordici giorni.

Isolamento: Si tratta, in genere, dell’atto, effetto dell’isolare o dell’isolarsi ovvero separare e tenere separato dal resto che è intorno. Avviene ad esempio con un malato contagioso.

E anche qui potrebbero rientrare in gioco i Lazzaretti.
Le isole dei Lazzaretti Veneziani erano il luogo in cui le persone e le merci potenzialmente infette venivano “separate” da quelle sane. Isolare, in questo senso, potrebbe derivare dal fatto che questa separazione avveniva “mettendo in isola”.

Contumacia: Questo termine, al giorno d’oggi, ha un duplice significato, il primo legato a contumace ovvero l’imputato che non si presenta in giudizio nei termini di tempo previsti. Il secondo è quello di quarantena, sul quale abbiamo costruito la nostra storia….
L’isola del Lazzaretto Nuovo, come dicevamo già nel precedente articolo, veniva utilizzata per mettere in quarantena uomini e merci provenienti da paesi a potenziale rischio di contagio, in questo modo, chi finiva la quarantena senza sviluppare la malattia, otteneva il lasciapassare per entrare in città, mentre i malati venivano portati all’isola del Lazzaretto vecchio per essere curati.
Tutto intorno al perimetro dell’isola c’erano dei piccoli alloggi a schiera, ciascuno fornito di un ingresso, un focolare e servizi autonomi che servivano per ospitare le persone alle quali era richiesto l’isolamento. Un unico camino riscaldava due di questi alloggi e i camini lungo tutto il perimetro del lazzaretto donavano all’isola l’aspetto di un castello.
L’isola era divisa da alti muri in diverse aree che venivano chiamate “zone di contumacia”, il termine veneto per indicare la quarantena.
Si potrebbe quindi ipotizzare che sia da questo modo veneto di chiamare le zone del Lazzaretto che derivi il secondo significato della parola Contumacia, ovvero l’isolamento in cui si tengono per un certo periodo persone o merci provenienti da zone infette. La teoria non è provata, ma di certo affascinante!

L’ultima parola della quale vogliamo parlare è
Costituirsi: Costituirsi è la termine che utilizziamo anche oggi per definire l’atto con il quale una persona colpevole di un reato si consegna spontaneamente alla giustizia. Interessante scoprire che il riflessivo del verbo costituire deriva da Costituto che è la dichiarazione sulle condizioni sanitarie di una nave che un comandante deve fare alla competente autorità al suo arrivo in porto. Così avveniva anche ai tempi dei Lazzaretti quando il Costituto, il “libro di bordo”, veniva consegnato perché il personale del Lazzaretto potesse valutare se concedere la “fede di sanità”, ovvero il certificato che indicava l’idoneità sanitaria ad accedere alla città.
Tante storie interessanti che, a prescindere dalla effettiva veridicità delle stesse, appassionano e creano curiosità intorno ad un luogo che, come uno scrigno dei tesori, scopre in ogni angolo un nuovo gioiello…

La prossima settimana un nuovo racconto…