2020 “Anno Sanzio”

Qualcuno ha chiamato il 2020 l’ “Anno Sanzio” ed infatti, come era già avvenuto per Leonardo nel 2019, tutto l’anno ci saranno in Italia e nel Mondo eventi, mostre e celebrazioni dedicate alla Bellezza di Raffaello.

Se nel corso di quest’anno vi capitasse di entrare e fare un giro del Pantheon a Roma, sotto la statua detta “Madonna del sasso” trovereste una rosa rossa.
Proprio lì, infatti, giacciono le spoglie di Raffaello Sanzio, l’Urbinate, del quale quest’anno si celebra il cinquecentenario dalla morte, ed è stato disposto che, ogni giorno di quest’anno, il fiore che più di tutti rappresenta la perfezione sia lì a ricordarcelo.

Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, lo ha definito “l’artista della bellezza universale e assoluta” (“La Lettura” Corriere della Sera numero 422).

Lo Sposalizio della Vergine, conservato alla Pinacoteca di Brera a Milano è stato dipinto nel 1504. Raffaello aveva 21 anni.

Raffaello Santi o Sanzio, nacque nel 1483 nella città di Urbino e morì a Roma il 6 Aprile, venerdì santo, del 1520.
Sulla sua data di nascita, come sulla sua vita, sono nate diverse leggende perché si voleva farla coincidere con un altro venerdì santo.
Tra i suoi contemporanei, infatti, è stato a lungo ritenuto tanto divino da essere paragonato ad una reincarnazione di Cristo e si voleva trovare fatti che rendessero reale la leggenda.

Ancora oggi suscitano curiosità le circostanze della sua morte così prematura, a soli 37 anni, tanto che tra le iniziative di quest’anno è balenata l’idea di riaprire la sua tomba per analizzarne il corpo.
Il progetto per svelare l’arcano prende il nome di “Enigma Raffaello” ed è stato elaborato in collaborazione dall’Accademia dei Virtuosi del Pantheon, l’Accademia di Belle Arti e l’ufficio di Anatomopatologia dell’Università la Sapienza di Roma.
Una delle ipotesi legata ad una morte tanto prematura ce la tramanda il Vasari il quale racconta che “continuando fuor di modo i piaceri amorosi, avvenne ch’una volta fra l’altre disordinò più del solito, perché a casa se ne tornò con una grandissima febbre”. Pare infatti che la grazia e il fascino che lo caratterizzavano, lo rendessero anche un amante molto ambito.
Nonostante questo il Vasari stesso ci racconta la presenza di un’unica dama, da lui massimamente amata. Si tratta della famosa Velata “una sua donna, la quale Rafaello amò sino alla morte e di quella fece un ritratto bellissimo che pareva viva viva”.

La Velata, 1516 - Palazzo Pitti, Firenze - Si ritiene che la Velata e la Fornarina siano la stessa persona e una chiave per questa identificazione sarebbe da leggersi nella perla che entrambe portano tra i capelli. La donna in questione sembra si chiamasse Margherita Luti, da molti ritenuta ancora oggi il vero grande amore di Raffaello. Quella perla sulla fronte ne sarebbe chiaro indizio; Margherita, infatti, deriva dal greco Margarites e, prima ancora dal sanscrito Maujari che significa Perla.

Lasciamo i misteri agli amanti del giallo e del pettegolezzo e teniamoci l’infinita bellezza che ci ha lasciato con le sue opere, orgogliosi che proprio il nostro Paese abbia fatto nascere e crescere un così grande artista.

Sulla lapide sono impresse le parole dedicategli da Pietro Bembo:


«ILLE HIC EST RAPHAEL, TIMUIT QUO SOSPITE VINCI RERUM MAGNA PARENS,
ET MORIENTE MORI»

«Qui giace Raffaello dal quale, mentre era in vita, la Natura temette di essere vinta e, quando morì, temette di morire anch’essa»

“Vorremmo che Raffaello e la sua bellezza universale rimanessero nel cuore dei visitatori, anche perché la sua è una bellezza che non può essere messa in discussione, pura nella forma e nei contenuti, solida e moderna” Barbara Jatta

“Raffaello è il gigante dei giganti perché capisce la sua epoca e le restituisce la fiducia nella bellezza. E’ il vero interprete dell’età dell’oro.” Antonio Forcellino

“Quanto largo e benigno si dimostri talora il cielo collocando, anzi per meglio dire, riponendo et accumulando in una persona sola le infinite ricchezze delle ampie grazie o tesori suoi, e tutti que’ rari doni che fra lungo spazio di tempo suol compartire a molti individui, chiaramente potè vedersi nel non meno eccellente che grazioso Rafael Sanzio da Urbino”
“In Rafaello chiarissimamente risplendevano tutte le egregie virtù dello animo, accompagnate da tanta grazia, studio, bellezza, modestia e costumi buoni, che arebbono ricoperto e nascosto ogni vizio quantunque brutto, et ogni machia ancora che grandissima.” Giorgio Vasari