Jacopo de Carli, storia di un calzolaio 2.0

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Il rumore del martello sul piccolo incudine e l’odore acre della colla è ormai raro riescano ad attirare le nuove generazioni: tra i sogni di gloria dei giovani d’oggi è difficile ci sia la prospettiva di diventare un mastro calzolaio. Eppure, stiamo parlando di una figura cardine per il nostro Made in Italy, espressione della capacità tutta italiana di creare manufatti curati nel dettaglio, realizzati con materie prime eccellenti e di grande design. Lo sa bene Jacopo de Carli, giovane pavese che è riuscito a trasformare la sua passione per le scarpe in una professione divenendo per tutti il “calzolaio 2.0” grazie alla sua capacità di utilizzare tecniche innovative in un settore molto tradizionale e alla sua attenzione per un prodotto molto particolare: le sneakers.

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Jacopo de Carli alle prese con il restauro delle Air Jordan 1 Off-white - Fonte: instagram @dcjsnkrs

La storia di Jacopo è davvero atipica. Dopo la licenza media, decide di abbandonare la scuola e di intraprendere un normale percorso da operaio come fresatore a controllo numerico. Ma la vita ordinaria dell’operaio gli sta stretta, Jacopo, infatti, è un ragazzo pieno di passioni e non accetta di rimanere intrappolato in una catena di montaggio. Una passione in particolare lo accende: le scarpe di lusso. Così, nel 2015, si iscrive ad un corso serale di calzoleria organizzato da Confartigianato a Bergamo grazie al quale di lì a poco riesce a procurarsi un posto da stagista presso un importante calzolaio che si occupa di scarpe di lusso da donna.

Il sogno nel cassetto sembra ben avviato ma Jacopo non si accontenta e va oltre. Nella bottega in cui è apprendista nota che arrivano richieste di restauro di borse che nessuno riesce a gestire; decide di provarci lui e si offre volontario per trattare in prima persona questi preziosissimi prodotti. A suo rischio e pericolo mette le mani su una Hermes Birkin arancione rovinata dal sole e, grazie all’esperienza con le vernici acquisita con il padre – titolare di una ditta di imbianchini –, fa un lavoro perfetto: è l’inizio di un nuovo percorso.

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Air Jordan 1 Off-White prima dell'intervento di Jacopo de Carli. Fonte: instagram @dcjsnkrs
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Air Jordan 1 Off-White dopo l'intervento di Jacopo de Carli. Fonte: instagram @dcjsnkrs

Fin qui la traiettoria di Jacopo sembra quella di un calzolaio tradizionale, lui stesso sembra ignaro del suo destino di “calzolaio 2.0” che lo avrebbe travolto di lì a poco. Ma un giorno bussa alla porta un ragazzo: “mi potresti pulire le mie scarpe da ginnastica?”, gli chiede. Jacopo si mette all’opera e il risultato è sorprendente tanto da essere inserito in tutte le chat di appassionati di sneakers come punto di riferimento per il loro lavaggio e restauro: l’evoluzione da “calzolaio tradizionale” a “calzolaio 2.0.” ha inizio.

Jacopo si incuriosisce di questo settore a lui finora sconosciuto; scopre che le sneakers sono un prodotto tutt’altro che usa e getta: grazie alle edizioni limitate, lanciate dalle case produttrici, una scarpa acquistata 170 euro può valutarsi fino a 5 mila euro negli anni successivi. Studia e si appassiona ed affiancato dal suo mastro calzolaio impara vecchie arti e trucchi della professione per adattarli alle sneakers; in particolare sviluppa una serie di prodotti per la pulizia e la protezione delle scarpe da ginnastica che poi chiamerà DCJ sneakers Cleaner e Protector, riprendendo le iniziali del proprio cognome e nome. Il successo è immediato: ad una fiera in cui va a presentare il prodotto arrivano 400 richieste di acquisto. Jacopo capisce che quella è la strada da intraprendere e nel 2017 lascia il suo vecchio laboratorio per aprirne uno in proprio e dedicarsi al suo progetto di “calzolaio 2.0” specializzato nel restauro delle sneakers.

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Scarpe Gucci prima dell'intervento di Jacopo de Carli. Fonte: instagram @dcjsnkrs
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Scarpe Gucci dopo l'intervento di Jacopo de Carli. Fonte: instagram @dcjsnkrs

La sua maestria viene apprezzata da personaggi icona di questo mondo come il designer Heron Preston; la sua nomea nel mondo social accresce tanto che lui stesso capisce che per essere un “calzolaio 2.0” deve utilizzare i social network come vetrina della sua arte. L’eco che ne deriva è tale che un fondo londinese gli propone di investire nella sua attività, rilevando il 50% delle quote. Jacopo accetta, capisce che si tratta di un passaggio fondamentale per la sua evoluzione, che gli consentirà di aprire un laboratorio in centro a Milano e di ampliare gli orizzonti del suo progetto. Infatti, grazie alla conoscenza con un esperto di stampa 3D, Gregorio Vatrella, Jacopo pensa di poter sviluppare custom innovativi e accessori incredibili utilizzando la stampa 3D e tagli laser.

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Jacopo de Carli con Heron Preston alla consegna delle Air Jordan 1 Off-white. Fonte: instagram @dcjsnkrs
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Air Jordan 1 Off -white in fase di lavorazione. Fonte: instagram @dcjsnkrs

L’evoluzione a “calzolaio 2.0” sembra ormai compiuta ma Jacopo non si scorda mai delle sue origini da bottega e quando parla dei suoi sogni per il futuro dice: “Ho grandi progetti, ma nel mio laboratorio a Milano ci sarà sempre spazio per corsi e workshop aperti a chi vuole imparare un mestiere antico ma pieno di potenzialità e progettazione di scarpe ex novo con materiali inconsueti e suole performanti”.

Per essere un grande “calzolaio 2.0” è necessario innanzitutto essere un grande artigiano, e questo Jacopo lo sa.

Foto in copertina: Jacopo de Carli interviene sulle Jordan 1 Shattered. Fonte: instagram @dcjsnkrs

Per approfondimenti: 
Sito di Jacopo de Carli – DCJ
Morning Future 
Corriere della Sera Milano

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