Il Tricolore vola alto!

Nel corso del passato week-end sul lago più profondo d’Italia sono arrivate le Frecce Tricolori.
E’ solo uno dei tanti eventi che organizzano ogni anno, ma ad ognuno di questi il successo di pubblico è tale da rendere difficile l’organizzazione. Tutti li vogliono vedere.

Alzando gli occhi al cielo ti rendi conto subito che non si tratta di un semplice, seppur suggestivo, stormo in migrazione, ma dell’inizio di uno spettacolo che, anche solo per nomea, è impossibile non conoscere.
E questa esibizione da brividi regala l’orgoglio di sentirsi parte di una nazione che produce anche queste eccellenze.
E c’è proprio da sentirsi orgogliosi: le acrobazie aeree della Pattuglia Acrobatica Nazionale sono richiestissime in tutto il mondo e i loro spettacoli, ovunque vadano, portano la nostra bandiera.
9 aeroplani + 1, il solista -l’unico pilota che può uscire dalla formazione ed eseguire figure per conto proprio-, si lanciano in acrobazie da togliere il fiato. Uomini straordinari che riescono a fare cose che nessun altro pilota al mondo è in grado di fare.
Con una capacità unica di lavorare in team incrociando alla perfezione il proprio singolo volo danno una dimostrazione visibile della straordinaria potenza di effetto che si può ottenere con il lavoro di squadra.
Cinque km di fumo tricolore e la voce di Pavarotti negli altoparlanti a terra che allieta il finale con “Nessun Dorma” moltiplicano l’emozione.
Quello che non tutti sanno è che il primo Gruppo Acrobatico che ha rivoluzionato il concetto stesso di air show è nato proprio in Italia.

La storia inizia a Campoformido nel 1928 quando il tenente colonnello Rino Corso Fougier, che prende il comando del primo stormo caccia, decide che l’acrobazia debba costituire parte indispensabile dell’addestramento del pilota militare.
E’ un’idea innovativa per quel tempo: per conseguire la massima efficacia nell’impiego bellico dell’aeroplano, un pilota militare deve avere padronanza, sensibilità e coordinazione in qualsiasi assetto di volo. Quale modo migliore per ottenerlo del volo acrobatico.
Nasce quindi una scuola di acrobazia che otterrà sempre più consensi in Italia e all’Estero.
Nei primi anni l’Aeronautica Militare affida a rotazione a un reparto da caccia il compito di costituire una pattuglia acrobatica, ma nel Luglio del 1961 viene istitutito il 313° Gruppo Addestramento Acrobatico.
Da tre gli aerei diventano sei e l’anno successivo, nel 1962, cominciano ad avere sulla carlinga le inconfondibili tre frecce verde bianco e rossa che danno origine al nome con il quale li conosciamo oggi: le “frecce tricolori”.
Gli aerei da sei diventano nove e dal dicembre 1963 ad equipaggiare le pattuglie acrobatiche italiane sono soltanto aerei di concezione e produzione nazionali. Preziosissimi gioielli della nostra tecnologia che gareggia con i grandi del mondo.