Parma 2020 la Cultura batte il tempo

Parma, definita da molti la piccola Parigi, è la Capitale Italiana della Cultura 2020.

L’appellativo “piccola Parigi” deriva principalmente dalla sua architettura che rimanda ad una eleganza sontuosa e raffinata grazie al dominio dei Farnese e dei Borbone che ne fecero un centro culturale di respiro europeo, fino ad arrivare ai fasti della corte della duchessa Maria Luigia, seconda moglie di Napoleone, figura ancora molto amata dai parmigiani.
Armonia e bellezza si riscontrano negli spazi, nei monumenti, nei colori delle sue vie. Gli abitanti in particolar modo, amano la definizione di “piccola Parigi padana”, per gli accostamenti che richiamano le caratteristiche della Ville Lumière: l’Oltretorrente (similitudine con la rive gauche di Parigi), il quartiere bohémien cittadino, il suo polo museale, il palazzo della Pilotta simbolo del potere dei Farnese, che oggi è divenuto un importante complesso monumentale che comprende la Galleria Nazionale e il complesso archeologico, insieme al teatro Farnese in legno e la biblioteca Palatina. Anche il dialetto richiama alla lingua francese così come la “erre moscia” tipica della zona.

Ma cosa significa per la cittadina emiliana rappresentare l’intero Paese in uno ambito così importante come quello culturale? Vorrei raccontarvi quelli che sono gli aspetti, forse un po’ meno noti che compongono le basi sulle quali si erge la candidatura di Parma.

Partiamo dal manifesto e dalle parole di Sant’Agostino:

Sono tempi cattivi dicono gli uomini. Viviamo bene ed i tempi saranno buoni.

Noi siamo i tempi.

Il manifesto rappresenta la visione che guida tutte le attività di Parma 2020, rappresenta la città e il suo divenire e pone le basi per una riflessione sul contemporaneo e sul futuro. La città è un organismo vivente, che muta nel tempo come ben ci ricordano i luoghi che ci proiettano nel passato, nel presente o che ci portano ad immaginare il futuro.
La candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2020 nasce proprio dal tema del “tempo” ossia nella capacità di Parma di sapersi rigenerare attraverso la cultura, scandendo i ritmi della vita quotidiana, abbattendo barriere storiche e sociali attraverso processi di condivisione e di crescita, da qui la frase manifesto: “La cultura batte il tempo”.
Il programma di Parma 2020 è stato pensato all’insegna dell’inclusione e della sinergia tra l’Amministrazione pubblica, il sistema imprenditoriale, l’Università e le maggiori istituzioni culturali attive sul territorio e riconosciute a livello internazionale. Un esempio sublime di collaborazione senza confini tra pubblico e privato che trova concretezza anche nel prezioso lavoro di recupero che sta interessando la Chiesa di San Francesco del Prato.

Chiesa di San Francesco del Prato

Dopo la grande opera di restauro tuttora in corso, grazie ad una raccolta fondi collettiva, la bellissima chiesa, grande quasi quanto il Duomo di Parma, sarà ufficialmente restituita alla città con la messa in scena dal 26 settembre del Macbeth di Verdi e al culto dall’8 dicembre. San Francesco del Prato si avvia a divenire il simbolo di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020 insieme ad un altro importante recupero, quello dell’Ospedale Vecchio chiuso da oltre 100 anni. Siamo nella zona dell’Oltretorrente, conosciuta per i moti rivoluzionari e per essere divenuta crogiolo di multiculturalità e della gioventù. Il vecchio edificio cinquecentesco ospiterà dal 24 aprile una mostra sul futuro della memoria della città e avrà il nome di Hospitale.
Personaggi illustri la renderanno il palcoscenico d’eccellenza, come Oliviero Toscani, che porterà fotografi da ogni parte del mondo per immortalare in scatti la vita di tutti i giorni con Imagine Parma, mentre Philippe Daverio organizzerà un percorso multimediale per valorizzare Correggio e Parmigianino. Avvenimenti di grande valore e prestigio prenderanno forma anche al Teatro Regio e nei luoghi della musica, il tutto accompagnato dall’accoglienza locale all’insegna del buon cibo, essendo nella città dell’eccellenza enogastronomica, che saprà accogliere anche i palati più sopraffini.

Il Programma generale della Capitale della Cultura è composto da:
Il Dossier di candidatura e gli eventi speciali
Il progetto pilota e le officine contemporanee rappresentano il paradigma di Parma 2020 e fondendo patrimonio, culture e creatività internazionali, si sviluppano tra mostre, installazioni, produzioni, laboratori, aperture straordinarie, convegni, musica e open call, tra antichi luoghi e distretti contemporanei. Danno forma all’idea e al progetto culturale di Parma, e battono il tempo del fare cultura e del fare futuro.
L’energia del territorio
Dalla Bassa all’Appennino, la “nazione Parma”, come la chiamava Attilio Bertolucci, sta sviluppando oltre 150 attività, che vedono la mobilitazione ed il coinvolgimento dei Comuni, della Provincia, delle Diocesi, delle imprese e delle associazioni, del loro valore culturale, paesistico ed eno-gastronomico.
Il programma dell’Università di Parma
Un vasto programma dedicato alla diffusione della conoscenza ed alla condivisione dei saperi, declinato nei due temi strategici “Cultura e innovazione” e “Cultura e democrazia”, che mette a disposizione della società nuovi percorsi scientifici e culturali, nuovi luoghi e modalità comunicative, finalizzati ad una effettiva partecipazione della comunità ai risultati della ricerca, nei quali si fondono i tempi della memoria e dell’invenzione. 
Emilia 2020
Parma 2020 è una grande opportunità di promozione anche per l’area vasta turistica di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, le tre città parte di Destinazione Turistica Emilia e candidate al percorso di Capitale. Il programma Emilia 2020 nasce per mettere a sistema le opportunità culturali di queste realtà, potenziandone la visibilità e gli strumenti. 

Per uno sguardo dettagliato al calendario di Parma 2020, potete consultare il sito Parma2020.it