“To the infinity and… BEYOND!”

In questo momento, al di là delle nuvole, un italiano è in orbita nella Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e festeggia il suo secondo mese a bordo.

L’operazione alla quale partecipa si chiama Beyond, “Oltre”, e nella seconda parte di questa missione, a ottobre, diventerà il terzo europeo e il primo italiano mai stato a capo della ISS in 19 anni di operazioni della stazione orbitante. 

Lui è Luca Parmitano, siciliano di Paternò classe 1976, ed è la sua seconda missione sulla stazione spaziale.

Sono sette i nostri connazionali che, in poco più di un ventennio di missioni italiane in orbita, hanno viaggiato nello spazio: Franco Malerba, Maurizio Cheli, Umberto Guidoni, Roberto Vittori, Luca Parmitano, Samantha Cristoforetti e Paolo Nespoli.

Con la passeggiata spaziale del 9 luglio 2013, durata poco più di 6 ore, Parmitano è diventato il primo (e finora unico) astronauta italiano ad aver camminato nel vuoto dello Spazio. Pochi giorni dopo la prima, nel corso di un’altra missione in Extra Vehicular Activity – EVA come viene chiamata dai “tecnici” la passeggiata spaziale -, ha rischiato di affogare nella sua tuta spaziale. Il suo casco, infatti, a causa di un guasto, ha cominciato a riempirsi rapidamente di acqua pregiudicando i contatti con la terra e con la stazione spaziale impedendogli la visuale già difficile in un contesto di “buio cosmico”. “Come pilota sperimentale dell’Aeronautica Italiana, mi ero già trovato in situazioni catastrofiche. Sapevo che rimanere calmo avrebbe fatto la differenza tra la vita e la morte”. E proprio il suo sangue freddo e i nervi d’acciaio gli hanno permesso di salvarsi la vita tornando sulla stazione spaziale con un litro e mezzo di acqua nel casco. Non solo. A seguito del suo incidente è stata messa in piedi una procedura perché tutti i membri dell’equipaggio sappiano subito come fronteggiare al meglio situazioni simili. E’ così che i grandi reagiscono alle difficoltà: cogliendole come opportunità di miglioramento tramite la costruzione di un’esperienza che aiuti gli altri ad evitare lo stesso problema in futuro.

Dotato anche di un gran senso dell’umorismo il nostro Luca Skywalker, come lo hanno soprannominato i colleghi, ha collaborato alla creazione di una web serie ideata e prodotta dall’Agenzia Spaziale Italiana in collaborazione con Esa, nella quale interpreta se stesso nel ruolo di comandante alle prese con le quotidiane difficoltà della stazione spaziale, per accorciare i 400 km di distanza che ci separano.

Trovi i primi otto episodi della web serie Beyond qui

Official Astronaut EMU Portrait of ESA Astronaut Luca Parmitano Photographer: James Blair

“Una delle cose di cui solo ti rendi conto a questa distanza è che noi siamo abituati a pensare alla terra in termini di località, di luoghi diversi come per esempio i 5 continenti, città e vari paesi confinanti ma da quando sono quassù, mi sono reso conto che questa divisione ce la siamo inventata noi. Non esistono confini nel mondo! Il mondo è uno e senza frontiere! L’idea che sulla terra ci sia della gente che si batte, che uccide e che si fa uccidere per il potere di essere in un posto piuttosto che un altro è assolutamente aliena vista da qui. Questo fatto di vedere la terra come un luogo unico, come il fantastico gioiello che è, diventa una sensazione molto reale e molto tangibile”.
Luca Parmitano

Ma parliamo un po’ di questo oggetto misterioso che orbita intorno al nostro pianeta e che tra meno di un mese Parmitano si troverà a dirigere…
Sono al massimo sei le persone che possono abitare la ISS. Scelte tra le più qualificate della terra.
In questo momento condividono la vita sulla stazione spaziale anche l’astronauta della Nasa Andrew Morgan e il cosmonauta[1] russo Alexander Skvortsov, che sono partiti con Luca, e i colleghi americani Christina Koch e Nick Hague e Alexy Ochivin di Roscosmos che li aspettavano già sulla Stazione Spaziale.
Per essere lì hanno dovuto affrontare almeno due anni di addestramento, il tempo minimo richiesto per ciascuna missione a bordo della stazione spaziale, a prescindere dalle esperienze precedenti.
Per diventare astronauta serve massima competenza in tutte le materie e grandi capacità fisiche e psicologiche che consentano l’adattamento a diversi mesi di vita in uno spazio della dimensione di 109 per 73 metri e in una situazione di microgravità.
E’ proprio questa condizione che consente, oltre allo studio della vita lontano dalla terra per le future esplorazioni spaziali, di vedere e studiare una serie di reazioni del corpo umano che permettano evoluzioni in campo medico. Un laboratorio in orbita nel quale si compiono i più svariati esperimenti di biologia, chimica, fisiologia e fisica oltre ad osservazioni astronomiche e meteorologiche e dove gli astronauti, spesso, sono le cavie umane.

La Stazione Spaziale Internazionale © ESA

La Stazione Spaziale Internazionale è il veicolo spaziale più grande mai costruito. La sua costruzione è iniziata nel 1998 ed è stata creata e mantenuta in efficienza grazie a 200 missioni spaziali.
Abitata dal 2000 è un brillante esempio di cooperazione estesa che vede Europa, Stati Uniti, Russia, Giappone e Canada impegnati in una delle più vaste partnership nella storia della scienza. Da oltre due decenni riunisce l’umanità in un progetto comune di vita e lavoro nello spazio.
E’ una delle più grandiose opere di ingegneria create dall’uomo e dimostra che è possibile vivere per lunghi periodi lontano dalla terra.
Ad una velocità di 28 800 km/h, nell’arco delle 24 ore vede ben 16 albe e altrettanti tramonti lunari, uno spettacolo di bellezza unico.
Fa una rotazione completa intorno alla terra ogni 90 minuti e appare come una stella in movimento, così luminosa da essere visibile a occhio nudo da diversi punti del nostro pianeta.

Puoi vedere dove si trova in questo momento cliccando qui 

L'Italia vista dal Cielo! La nostra splendida penisola ripresa dalla ISS. Foto scattata e pubblicata da Luca Parmitano nel corso della missione Beyond, 13 Agosto 2019 © ESA/NASA L.Parmitano
La Cupola @ ASI

Ci sono alcune curiosità a proposito di questo prodigio dell’ingegneria e di questo tipo di missioni. Ve le sveliamo qui di seguito:

  • Per vivere in condizioni di micro gravità non solo serve essere addestrati prima della partenza, ma anche mantenersi in allenamento. Il corpo infatti, non avendo necessità di utilizzare i muscoli e le ossa per contrastare la forza di gravità, comincia a smantellare lo scheletro creando perdita di tono muscolare e osteoporosi. Ciascun astronauta, quindi, deve effettuare almeno due ore di attività fisica al giorno.
  • Il cibo a bordo è di origine americana, russa o giapponese. Impossibile far bollire acqua in assenza di gravità pertanto si mangia in buste che vengono riscaldate e solo alimenti che non facciano briciole (come il nostro meraviglioso pane) perché potrebbero ostruire le bocchette di areazione. Non il massimo per un italiano… Gli astronauti europei hanno però a disposizione del cibo caratteristico del proprio paese che viene scelto prima della propria missione. Largo quindi alla parmigiana, anche se in busta…
  • Si ricicla tutto… Per anni l’ossigeno della Stazione Spaziale è stato estratto da acqua portata dalla Terra, un processo costoso e limitante. Oggi sulla ISS c’è un nuovo sistema che promette di riciclare ossigeno e acqua, che può ridurre di circa 400 litri l’anno la quantità di acqua da trasportare nello spazio.
  • La Cupola è senza dubbio la zona più suggestiva della stazione spaziale internazionale. Consente agli astronauti della ISS di effettuare alcuni controlli a vista, monitorare le fasi di attracco dei veicoli spaziali, vigilare sulle EVA e, ancora più bello, offre un punto di osservazione privilegiato per ammirare la Terra. Fonte di orgoglio per noi constatare che è stata l’azienda italiana Alenia (oggi Thales Alenia Space) nel 1999 a guidare la sua costruzione lavorando in solido team con sei società europee (Spagna, Svizzera, Svezia, Germania e Belgio) per assemblare a Torino questo capolavoro di bellezza e di ingegneria. E non solo questo…oltre il 40 per cento del volume abitabile della Stazione è realizzato in Italia! 
AstroLuca © Luca Parmitano

“Quello che facciamo sulla Stazione Spaziale Internazionale è per la Terra, per l’umanità. Lavorare sull’avamposto orbitale è l’unico modo per capire di quali conoscenze scientifiche e di quali tecnologie abbiamo bisogno per poterci spingere oltre ed esplorare i limiti delle capacità umane”

Luca Parmitano

Fortunati e orgogliosi di poter prendere parte come italiani ad una nuova e importante missione nello spazio!
Bellezza è… Innovazione, guardare sempre Oltre!

Se vuoi ascoltare la playlist con la musica scelta da Luca per la missione la trovi qui

Puoi seguire la missione anche tramite il Blog ufficiale

Trovi altre informazioni qui:

Agenzia Spaziale Italiana 

European Space Agency

[1] Un cosmonauta è una persona addestrata e formata dall’agenzia spaziale russa a viaggiare nello spazio. Un astronauta cinese, invece, viene chiamato taikonauta. Non vi è dunque differenza nel tipo di professione, ma solo nel paese nel quale sono stati addestrati.