Un viaggio nella bellezza della musica con il Festival Verdi

Si dice che ogni luogo e ogni città, abbiano una storia da raccontare. Sono stata a Parma per immergermi nell’esperienza del Festival Verdi, la manifestazione che dal 2001 festeggia il grande compositore.

In autunno, intorno al 10 ottobre, data di nascita di Giuseppe Verdi, Parma e Busseto vivono settimane di festa nei quali si alternano opere, mostre e convegni. In realtà sin dal 1913, anno del centenario della nascita, le terre verdiane hanno celebrato il Maestro. In quella occasione vi fu una doppia rappresentazione: a Parma, con la direzione di Cleofonte Campanini, e a Busseto, con il già leggendario Arturo Toscanini.
Il Festival Verdi ha pertanto un significato molto profondo, che va oltre un ricco programma di eventi. Esso rappresenta un collegamento tra il passato e il presente dove la cultura musicale del grande compositore si allea con il mondo contemporaneo, perché l’esecuzione dal vivo di orchestre e tenori è capace di avvolgerci con le sue melodie e di fermare lo scorrere del tempo per farci assaporare lo spettacolo, facendoci riscoprire l’architettura dei teatri stessi.
Ecco che allora quello che potrebbe sembrare ad un primo pensiero, la semplice partecipazione ad una festa cittadina blasonata e dal forte appeal mediatico, si trasforma in un viaggio musicale. È  un’esperienza insolita, che permette alla musica classica e operistica di uscire dai canoni tradizionali, per ritrovarsi in strada in mezzo alla gente che rimane a guardare estasiata le performance inaspettate che si alternano tra le vie del centro grazie al Verdi Off, per poi ritrovarsi nel tempio della lirica e della musica sinfonica: il Teatro Regio.

Il Teatro Regio di Parma è uno dei più bei teatri del mondo. L’eleganza degli stucchi, l’armonia delle proporzioni, l’acustica perfetta e la storia prestigiosa, con la grandezza degli artisti che hanno calcato le sue scene e il fascino di Parma col suo profondo e legame con Giuseppe Verdi, Arturo Toscanini e Niccolò Paganini, rappresentano un patrimonio di valore assoluto.
Voluto dalla duchessa Maria Luigia d’Asburgo-Lorena e chiamato in origine Nuovo Teatro Ducale, il Teatro Regio inaugurò il 16 maggio 1829. Le forme neoclassiche, le colonne della facciata, l’ampia finestra termale affiancata dai bassorilievi dei due profili alati della mitica Fama che lo cingono d’alloro lo hanno reso tra i teatri d’opera più riconosciuti. Un patrimonio storico e culturale che rende Parma il luogo senza uguali per tale ricorrenza. Un tributo al suo famoso concittadino, che ha reso questo lembo d’Emilia una meta internazionale da scoprire perché l’immaginazione corre veloce e la voglia di essere parte di questo evento sottolinea il legame tra Parma e il Maestro.
Dal 21 settembre al 20 ottobre si sono alternate alcune delle più belle e famose opere verdiane tra cui l’Aida e il Nabucco. Un’emozione indescrivibile che solo la musica dal vivo riesce a trasmettere. 
Tanti anche i luoghi cittadini che hanno ospitato il Verdi Off, con un ricco programma di avvenimenti capaci di coinvolgere adulti, ragazzi e bambini.
Il sipario è ormai calato, i riflettori si sono da poco spenti sulla edizione 2019 del Festival Verdi, ma la macchina organizzativa non ha tempo di fermarsi, perché una sfida importante l’attende nel 2020. Parma sarà la Capitale Italiana della Cultura e dovrà dimostrare di essere la città, in cui la cultura rappresenta un valore di crescita individuale e comunitaria.