Viaggio nella dolcezza di Modica

Orti di San Giorgio © Sabadì

Italia-Spagna non è solo un binomio da mondiali di calcio, è anche un’alleanza che, sotto molti punti di vista, si è rivelata vincente nella storia del nostro Paese.

La prima collaborazione utile ai fini dell’argomento di cui vogliamo parlare è quella tra Cristoforo Colombo e Isabella di Castiglia che gli concesse, non dopo lunghe trattative, di compiere l’avventuroso viaggio per raggiungere le indie attraverso una nuova tratta.
Tutti conosciamo l’evento di cui stiamo parlando e, nonostante le numerose illazioni sulla sua nascita che molti paesi vorrebbero rivendicare come propria, viene riconosciuta al certificatamente ligure Colombo la scoperta dell’America in quanto, sebbene sembra fosse già stata raggiunta prima da popoli come i vichinghi e gli islandesi, fu proprio Colombo ad iniziare l’esplorazione e la colonizzazione del nuovo continente oltre che l’importazione di una serie di prodotti fino ad allora sconosciuti.

Cristoforo Colombo e Isabella di Castiglia, Monumento a Colombo - Plaza de Colòn, Madrid

Questa scoperta portò diverse conseguenze, come sempre non tutte positive, ma una in particolare ci conduce nella nostra splendida Sicilia e ci consente di godere oggi di uno dei più grandi e apprezzati dolci della nostra tradizione: parliamo del cioccolato e, in particolare, del cioccolato di Modica.

© Antica Dolceria Bonajuto

Modica è un comune italiano di circa 54 mila abitanti della provincia di Ragusa in Sicilia, immersa nella meravigliosa Val di Noto che, insieme alle cittadine che la compongono, è stata inserita nel 2002 nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
Splendida incarnazione del barocco siciliano, la cittadina ha origini molto antiche, sembra addirittura si possa andare indietro fino all’età del bronzo e nella parte vecchia della città sono state censite ben settecento grotte che hanno avuto funzione di abitazione e oggi sono inglobate nelle nuove costruzioni.
L’insediamento umano è stato particolarmente favorito dalla particolare conformazione del territorio: Su di un esteso altopiano arroccato e stretto tra due fiumi che per un lunghissimo periodo, fino ai primi del novecento, confluivano dando linfa ad uno più grande, il Modicano – attualmente coperto da corso Umberto – ha fatto sì che sorgessero nella città ben 23 mulini e 17 ponti, un panorama che doveva essere proprio molto pittoresco!
E così le costruzioni, appoggiate ai fianchi delle due vallate e sui pianori delle colline sovrastanti creano piccoli e aggrovigliati vicoli spesso intersecati da lunghe scale che portano verso le chiese principali. Uno spettacolo unico che non si può immaginare, oggi, che abbia superato un sisma terribile nel 1693, tragedia che ha fatto 3.400 morti solo nella città di Modica, ma che i modicani (architetti, ingegneri, capimastri, artigiani) già nel 1702 avevano ricostruito arricchendo la città con quel barocco che ammiriamo ancora oggi.

Orti di San Giorgio © Sabadì

Modica fu anche la capitale di una ricca e potente Contea, la contea di Modica appunto, che fu uno dei più importanti feudi dell’isola.
E qui torniamo alla collaborazione di cui parlavamo prima: nel periodo della conquista dell’America, la Contea di Modica era ancora sotto il dominio degli spagnoli quindi c’era un reciproco scambio e una compenetrazione di prodotti, culture e tradizioni ed è da questa fusione che nasce il nostro cioccolato.
La tradizionale lavorazione del cioccolato di Modica deriva da una ricetta niente meno che Azteca: Il cioccolato viene lavorato a freddo (originariamente triturato su una pietra chiamata metate), senza mai raggiungere temperature sopra i 40° e con l’aggiunta di zucchero semolato. Questo consente di evitare la fase di fusione in favore di una più granulosa consistenza della pasta di cacao, oltre che nel rispetto di tutte le proprietà nutrizionali dell’alimento originario.
Quello che gli spagnoli riportarono nel continente europeo veniva chiamato Xocoàtl ed era una bevanda ottenuta con il cacao (Xoco) che, dopo la tostatura, veniva macinato e mescolato con acqua calda (atl) e mais e sbattuto fino a diventare spumoso. Il termine Xocoàtl veniva utilizzato anche per indicare la forma solida di questo prodotto, molto simile all’attuale cioccolato di Modica.
Anche solo per provare questa delizia vale la pena visitare Modica, ma la bellezza della città con i suoi vicoli, le sue stradine, le sue chiese e le costruzioni di pietra è una gioia per la vista e per il cuore e l’accoglienza dei modicani, che ti aprono le porte come ad uno di famiglia, rende il tutto ancora più speciale.
E visitarla con un pezzetto della preziosa tavoletta fra le mani, rende sicuramente tutto più bello!

Un famoso Modicano:
Salvatore Quasimodo nasce a Modica il 20 Agosto 1901 è uno dei più importanti poeti italiani e premio nobel per la letteratura (1959)

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera

 

Consigli per gli acquisti:
L’Antica Dolceria Bonajuto è la più antica fabbrica di Cioccolato della Sicilia. Ed è da oltre 150 che sempre la stessa famiglia, giunta alla sesta generazione, si occupa di questo dolcissimo prodotto italiano. Li trovi in Corso Umberto I, 159.
Fanno anche spedizioni in tutto il mondo, ma andare a prenderla nel luogo dove nasce è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita.

Donna Elvira “Chi produce dolci regala cultura, memoria, bellezza, felicità. Per questo è un mestiere che va preso sul serio, con responsabilità.” e ancora “così come un contadino si nutre intimamente del rapporto vibrante, quotidiano, con il proprio pezzo di terra, io cresco scoprendo la miriade di possibilità che anche una sola materia prima – il cacao, con le sue molteplici identità – svela ogni giorno a chi la sa guardare da vicino.”
Direi che si presenta benissimo da sola, trovate l’opificio in Via Risorgimento n 32.

Sabadì in Corso San Giorgio 105 proprio accanto al meraviglioso Duomo, si trova la bottega Sabadì. Dall’amore di Simone Sabaini (uno “straniero” di Verona) per Modica nasce una imponente opera di recupero e valorizzazione dell’area che circonda il Duomo di San Giorgio. Non solo cioccolato e cioccolato biologico, ma luogo di cultura ed eventi che colora la città di concerti e mostre rendendolo un luogo speciale di aggregazione e incontri.

Questi sono tre tra i più noti, ma Modica ne è piena, basta farsi guidare dai profumi di cioccolato che inebriano le narici tra le sue viuzze brulicanti di vita.
Sapevate che i profumi rimangono nelle narici più a lungo delle fotografie?? Chissà per quanti anni ci rimarrà nella mente e nel cuore il profumo di Modica!