Brand Reggia di Caserta: un’occasione mancata

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Nasce il brand Reggia di Caserta. Apprezzabile l’iniziativa in sè, discutibili le modalità. Dar vita a un brand richiede la definizione di un progetto organico. Non vale il “basta che se ne parli”.

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Lavorare sulla comunicazione per sostenere e promuovere le bellezze monumentali del nostro Paese è senza dubbio vitale per una piena valorizzazione sia economica sia culturale del nostro patrimonio artistico.
Il recente caso della Reggia di Caserta, che darà vita a un vero e proprio brand a cappello di produzioni locali, è un segnale positivo, che conferma la crescente sensibilità delle istituzioni culturali verso modelli di gestione più aperti alle leggi del marketing, con l’obiettivo di estendere la conoscenza e l’amore per l’arte a un pubblico più vasto e al tempo stesso generare risorse per l’autosostentamento.

Le modalità dell’operazione però lasciano perplessi.Anche la comunicazione ha le sue regole. Non vale il “basta che se ne parli”. Dar vita a un brand significa generare significati, raccontare una storia credibile, definire un progetto univoco e coerente. Dare in uso il brand a produzioni e start up locali, piatti tipici, etc sulla base di un semplice criterio di prossimità, non basta. E’ un’operazione che rischia di banalizzare il valore stesso della Reggia, dando, certo, una spinta commerciale nel breve periodo a qualche prodotto. Ma ne vale la pena?

Diverso sarebbe se si pensasse a un progetto organico, che recuperasse nella storia e nella morfologia della Reggia dei “ganci” sui quali innestare una proposta commerciale. Per esempio il brand potrebbe essere usato per un vino prodotto nella stessa vigna della Reggia, come del resto si sta pensando di fare, piuttosto che per sostenere un piatto tipico che ha un legame autentico con questo luogo e le sue tradizioni. Insomma è importante raccontare una storia vera, dove ogni proposta “Reggia di Caserta” abbia un reale significato e porti valore all’istituzione.

Mi auguro che questo mio appunto inneschi una riflessione fertile, che generi condivisione intorno a modelli di comunicazione virtuosi e responsabili, visto l’obiettivo comune di aiutare il Paese a mettere a valore i propri tesori. 

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