“DURI AI BANCHI!”

Nulla di più adatto in questo momento storico nel quale la resistenza e la forza d’animo possono davvero essere la chiave per superare la difficoltà che stiamo affrontando..

La nostra Italia e, in particolare, Venezia, dove stiamo lavorando con i Lazzaretti, ci regala ancora una volta una piccola perla linguistica…
E’ il modo di dire “DURI AI BANCHI” usato oggi anche nella forma “Duri i Banchi”.

Il motto è utilizzato per spronare a resistere, a non lasciarsi abbattere dalle difficoltà e si origina, anche questo, ai tempi della Serenissima.
Durante le battaglie in mare, infatti, quando le galee venivano messe sotto attacco o quando era necessario attaccare, i marinai venivano spronati a lasciare i remi e tenersi saldamente alle panche affinché l’impatto dello speronamento con un’altra nave non li facesse cadere.

Il capitano urlava dunque “DURI AI BANCHI”, uno sprone molto pratico e immediato che incoraggiava i suoi uomini a rimanere al sicuro e che oggi diventa un ricordo linguistico delle nostre origini e un invito a non mollare e non scoraggiarsi mai.

Duri ai banchi, dunque, a ciascuno di noi!

"Il Ponte dell'Arsenale" di Giovanni Antonio Canal detto il Canaletto (1730-1731) collezione privata all'interno della villa Woburn Abbey nel Bedforshire. Nel 1730, durante un Grand Tour, il quarto Duca di Badford approda a Venezia dove commissiona una serie di vedute della città a Canaletto, da portare a casa come Souvenir. L'Arsenale qui dipinto, sorto nel XII secolo, si è sviluppato fino a diventare, per secoli, la maggiore fabbrica navale del mondo.