Una intensa riflessione sulla crisi della modernità

Lo leggo perché … l’etica e l’estetica si reggono su due facce della stessa qualità: la virtù e l’eccellenza.

L’anima, infatti, ha bisogno di completare l’etica con l’estetica perché non può vivere solo ristretta nel negativo. Ognuno dei due territori è racchiuso fra due poli: bene/male, bello/brutto. Ma quando affronta il problema del bene e del male, l’etica è costretta a occuparsi soprattutto del male. Il male sboccia nel mondo e il bene, l’uomo giusto, è fondamentalmente ciò che lo combatte. La bellezza, invece, sta a sé. Trionfa in sé e da sé. È ben altro che semplice eliminazione della bruttezza: anzi, non la richiede. L’estetica e l’artista sono molto più di ciò che la combatte.

L’AUTORE

Luigi Zoja, già presidente della IAAP, l’associazione che raggruppa gli analisti junghiani nel mondo, ha lavorato a Zurigo, New York e Milano. I suoi saggi sono tradotti in quindici lingue. Tra i più recenti: Storia dell’arroganza. Psicologia e limiti dello sviluppo (2003), La morte del prossimo (2009), Utopie minimaliste (2013) e Tra eresia e verità (con Leonardo Boff, 2014). Ha vinto per due volte (2002 e 2008) il Gradiva Award della National Association for the Advancement of Psychoanalysis, assegnato ogni anno negli Stati Uniti alla saggistica psicologica.