I Lazzaretti Veneziani, bellezza insolita e nascosta: un pezzo di storia della medicina sociale!

Questo articolo è il primo di una serie di approfondimenti del progetto che la Fondazione ha deciso di sostenere..

C’è un’Italia insolita, eppure incredibilmente attuale, di cui si parla poco e si hanno ricordi vaghi, mentre la sua storia e le motivazioni che l’hanno creata, sono testimoni di grande bellezza…è la bellezza del loro racconto, la bellezza della passione delle persone che l’hanno resa viva negli anni, è la bellezza di una posizione privilegiata che offre una vista spettacolare su una città unica del mondo e, a tutto questo, si aggiunge la bellezza di una natura, anch’essa unica, perché ospita una ricchissima biodiversità:

Parliamo dei Lazzaretti Veneziani

In un tempo in cui la nave era il mezzo di trasposto principale per tutti i commerci e gli spostamenti, le città portuali godevano di grande fortuna e Venezia, per posizione geografica e capacità imprenditoriale è sempre stata un brulicante crocevia di uomini e merci che univa e metteva in collegamento l’Europa del Nord con l’area mediterranea e con l’Asia.
Da questo derivava il suo grande successo, ma i governanti della città, ebbero ben presto modo di accorgersi che a questi vantaggi si accompagnava un’insidiosa minaccia per la salute della sua cittadinanza, sempre più esposta al rischio di contagi venuti da lontano.

In un periodo in cui, nel mondo allora conosciuto, imperversava la peste, la Serenissima ebbe la geniale intuizione di creare delle zone separate dalla città, isole, dove “isolare” e curare i malati. Nacquero così i Lazzaretti.

I Lazzaretti Veneziani si dividono in Lazzaretto Vecchio, l’isola preposta alla cura dei malati e, in una seconda isola, il Lazzaretto Nuovo, dove si mettevano in quarantena uomini e merci provenienti da paesi a potenziale rischio di contagio. Anche questa idea di separare malati e potenziali infetti è un’idea alquanto innovativa, in questo modo infatti, chi finiva la quarantena senza sviluppare la malattia, otteneva il lasciapassare per entrare in città.
E’ stata proprio la Repubblica di Venezia la prima al mondo a rendersi conto della necessità di emanare provvedimenti per arginare la diffusione della peste istituendo, nel 1348 -anno della peste nera di cui parla Boccaccio-, una magistratura alla quale demandare la gestione delle emergenze: i Provisores Super Salutem.
Questi Provveditori alla Sanità, gestivano la prevenzione in modo sistematico, registrando giorno per giorno i decessi e suddividoli in categorie: uomini, donne e bambini… i big data ante litteram.

Si creano i Lazzaretti e le figure istituzionali dei provveditori alla sanità, inizialmente designate in maniera temporanea, per poi diventare un organo stabile preposto a vigilare e garantire la “commune et universal salute”. 
Una istituzione pubblica che dimostra una visione modernissima e all’avanguardia, attenta al benessere del singolo cittadino e di tutta la comunità, ma anche alla salvaguardia del sistema economico della Repubblica.

E’ la prima volta che si assiste ad un tentativo di pre-diagnosi e profilassi della malattia, un approccio precursore di quello che ancora oggi, in qualche misura, ci è tornato in aiuto.

Se qualcuno se lo fosse chiesto: le misure di prevenzione messe in atto da Venezia hanno funzionato! Infatti la città ha avuto il suo ultimo caso di peste nel 1630 liberandosi della malattia ben più di un secolo prima degli altri porti del mediterraneo.

Nei prossimi racconti….

A Beautiful Wor..d: Le Parole del Lazzaretto
Quante parole che usiamo comunemente nel nostro linguaggio sono nate qui? … in uscita giovedì 1

Unique Landscapes: Le Barene
La zona umida più importante d’Italia circonda i Lazzaretti Veneziani e ospita una biodiversità che è un’enorme ricchezza del nostro Paese… in uscita giovedì 8

Corners of Beauty: Il lavoro dei volontari
Storie di passione e di amore per un progetto che ha saputo conquistarci e, siamo certi, conquisterà anche voi! …. In uscita giovedì 15