Il castello ritrovato: storia del Castello di Padernello e del suo borgo

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Girando tra le stanze del Castello, la Dama Bianca potrebbe non riconoscerne più le fattezze. Quello che per lunghi 40 anni è stato un luogo ricoperto di rovi, esposto al saccheggio e all’incuria umana, oggi è un castello ritrovato, fulcro di cultura, arte, bellezza e pensiero positivo sul territorio.

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Stiamo parlando del Castello di Padernello, maniero quattrocentesco che sorge all’interno del borgo di Padernello nella bassa bresciana occidentale, ai confini con la provincia di Cremona.
La Dama Bianca è un leggendario fantasma che si dice aleggi nelle stanze del Castello ogni 10 anni, la notte della sua morte. Si tratta di una delle tante storie che il castello custodisce e che ora – grazie al coraggio e alla passione di un gruppo di enti pubblici e di privati – ritorna alla memoria della gente del posto e non solo.

Il castello ogni anno è infatti meta di 60 mila visitatori che godono della sua bellezza ritrovata, del suo valore patrimoniale e del suo fermento culturale. Grazie all’appassionata gestione della Fondazione che porta il suo nome, il Castello di Padernello è infatti luogo di mostre, spettacoli, concerti. Ma non solo, ogni anno ospita i mercati della terra di Slow Food e, sempre in fatto di esperienze gastronomiche, offre ai visitatori l’opportunità di immergersi in un villaggio gourmand con cinque ristoranti.

Il Castello di Padernello è un’esperienza unica perché ha saputo rigenerare una comunità e un territorio. Ha creato nuove occasioni di lavoro coniugando innovazione e tradizione, cura del paesaggio e sviluppo economico.
È il simbolo di un’Italia che attraverso la cultura crea nuova economia locale, nuove relazioni sociali, nuove possibilità di inclusione e che non si ferma mai. La Fondazione che lo gestisce pensa già ad un nuovo futuro, fatto di botteghe artigiane, atelier, luoghi di formazione professionale dove giovani e artigiani lavoreranno insieme per rafforzare la visione che ha dato vita a tutta l’operazione: dare al Castello e al suo territorio l’opportunità di rigenerarsi continuamente, di rinnovarsi, di costruire il proprio futuro stando fedele al proprio passato.