La Bellezza: LOUISE GLUCK

Louise Gluck, la decana dei poeti americani, ha vinto il premio Nobel, per la sua inconfondibile
voce poetica che con austera bellezza rende l’esistenza individuale universale. Nata a New York
ma di origini ebraico-ungheresi ha scritto dodici raccolte di poesie. La sua idea di bellezza è
particolare e affascinante, nell’Iris selvatico, la raccolta con cui nel 1933 ha vinto il premio Pulitzer,
a parlare con voce sono i fiori di un fantastico giardino e questa idea che la bellezza deve essere
profondamente radicata nella natura, anzi che la bellezza sia la natura, è la corrente di fondo del suo
pensiero e la visione originale della sua arte.

Ciò che altri hanno trovato nell’arte / io l’ho trovato nella natura. Ciò che altri hanno trovato /
nell’amore umano / io l’ho trovato nella natura. / Molto semplice. Ma lì non c’era nessuna voce /
L’inverno era finito / nella terra sgelata / traspariva del verde. / Vieni da me, disse il mondo. Stavo
ferma / nel mio cappotto di lana in una specie di portale luminoso – / posso finalmente dire / molto
tempo fa; mi dà un piacere particolare. La bellezza / guaritrice, maestra – / la morte non può farmi
male / più di quanto tu mi abbia fatto male, / amata vita mia.

E questo della poetessa americana uno dei casi in cui il premio Nobel serve ad allargare la consapevolezza collettiva. Molti si spera impareranno a riconoscere la sua voce che fino ad oggi, in Italia, è risuonata per merito di una piccola libreria di Napoli – Dante & Descartes – che è anche una piccola casa editrice.

© Nobel Media. Ill. Niklas Elmehed.