LA FONDAZIONE old

La Fondazione Italia Patria della Bellezza nasce intorno a un progetto per il rilancio dell’Identità Competitiva del Paese. Maurizio di Robilant inizia a lavorare all’idea nel 2013 chiamando attorno a sé un gruppo di partner che con lui condividono la visione e si impegnano a lavorare per gettare le basi della sua realizzazione. Il 10 luglio 2014 la Fondazione viene ufficialmente costituita con atto notarile. Nei mesi successivi sono state coinvolte anche le Fondazioni e le Associazioni no profit che, diventando Promotori, hanno contribuito in maniera decisiva alla sua start up e all’avvio delle attività. 

FONDATORI

Maurizio di Robilant 
Presidente RobilantAssociati

Edoardo Andreoli
Socio Corporate Studio Chiomenti

Paolo Anselmi
Vice-Presidente GFK Eurisko

Marco Fanfani
Ceo TBWA Italia

Matteo Farneti
Fondatore Milano Forward

Andrea Illy
Presidente Fondazione Altagamma
Ceo Illycaffè

Giovanni Lanzone
Giornalista e sociologo

Diego Visconti
Presidente Fondazione Accenture

CONSIGLIO
DI PRESIDENZA

Maurizio di Robilant
Presidente 

Giovanni Lanzone
Segretario Generale

Alessia del Corona
Direttrice

Paolo Anselmi
Consigliere

François de Brabant
Consigliere

REVISORE
DEI CONTI

Luca Guarna 
Revisore

ADVISORY BOARD

Elena Sisti
Coordinatore 

Lodovico Benvenuti

Michele Brunello

Manuela Cedermas

Chiara Pasqualetti Johnson

Marco Percoco

Fulvia Ramogida

Viola Romoli

Federica Sala

simple flair

PARTNER TECNICI

Facebook

Fondazione Italiana Accenture

GFK Eurisko

Prometeia

RobilantAssociati

Il destino di un Paese è segnato dalla forza e dalla credibilità della sua reputazione. Alla sua costruzione concorrono la chiarezza e l’unicità della sua Identità Competitiva. Quando pensiamo agli Stati Uniti, alla Germania, alla Svizzera, la nostra mente associa a queste nazioni un immaginario chiaramente definito, che si manifesta trasversalmente in ogni aspetto della vita di quel paese: il “sogno americano”, la “qualità tedesca”, la “precisione svizzera”.

Il Talento dell’Italia è la Bellezza. La Bellezza ha per gli Italiani un valore che va ben oltre il solo senso estetico, giacché è parte indissolubile del loro patrimonio identitario. È storia, cultura e territorio, ma anche ricerca scientifica e avanguardia tecnologica, qualità dei prodotti e creatività progettuale. A ciò si aggiungono la ricchezza del patrimonio agroalimentare, la capacità di costruire relazioni empatiche e l’eccellenza della manifattura. Una irripetibile pluralità che determina, nel suo insieme, quello “stile di vita” che il mondo intero ci invidia. 

La Fondazione riconosce in questa accezione di Bellezza il naturale elemento differenziante a partire dal quale il Paese può rilanciarsi. È su questo Talento che l’Italia può tornare a crescere, a patto che sappia trasformare un simile potenziale in una vera risorsa strategica su cui costruire occupazione, sviluppo e prosperità.

La Fondazione si pone l’obiettivo di posizionare l’Italia nel mondo attraverso la definizione e la comunicazione della sua Identità Competitiva, rappresentata da quella caratteristica unica e posizionante che è la Bellezza.

La missione della Fondazione è quella di attirare risorse pubbliche e private per finanziare progetti di valorizzazione e promozione della Bellezza italiana rappresentata dal patrimonio culturale, artistico e monumentale, paesaggistico e agroalimentare del nostro Paese.

Nello specifico, la Fondazione si occupa di identificare, sostenere e far crescere realtà virtuose, già esistenti nei territori, che necessitano di colmare l’ultimo miglio “prima della bellezza”, quindi nel branding e nella comunicazione strategica per raggiungere la visibilità necessaria a lanciare e diffondere i loro progetti.

IL SIGNIFICATO CHE DIAMO ALLA BELLEZZA

LA BELLEZZA ITALIANA È UNIVERSALE
Ruotando intorno all’uomo quale centro di gravità, la bellezza italiana dà forma a temi e sentimenti che da sempre attraversano la vita delle persone. Ha la capacità di parlare a tutti e di essere naturalmente cultura condivisa.

LA BELLEZZA ITALIANA È EQUILIBRIO
L’ideale di armonia è insieme canone estetico e modus vivendi tipici del nostro Paese. Sul versante dell’Estetica è la ricerca di un sereno e composto equilibrio che risulta in ogni nostra significativa produzione (artistica e non) grazie a un sapiente lavoro che elimina asprezza e sproporzione. Sul versante del quotidiano è la naturale inclinazione a uno stile di vita che è sintesi armoniosa di azioni, relazioni, piaceri.

LA BELLEZZA ITALIANA SIAMO NOI
Ciò che distingue il nostro paese è l’ubiquità della bellezza. È pubblica, aperta, a disposizione di tutti. È generativa quando sotto il suo influsso cambiano i rapporti tra le persone, si moltiplicano le relazioni positive e si crea così una vita collettiva migliore.

BELLO, QUINDI GIUSTO
Ciò che è bello, è naturalmente giusto. “Migliora subito il mondo senza richiedere crociate contro il male”. Si staglia a cielo aperto, è per tutti. Di ciò la più straordinaria testimonianza è data dal patrimonio artistico del nostro Paese, che ogni giorno allieta la vita di chi vi passa accanto.

BELLO, QUINDI VERO
Ciò che è bello, è eternamente vero. Assolve a funzioni e dà voce a messaggi universali, nei quali ciascuno ritrova se stesso, trovando le proprie risposte, il proprio piacere.

LA BELLEZZA ITALIANA È PLURALE
Dal policentrismo politico e culturale, che ha dato vita a fisionomie territoriali autonome e originali ancora vive nelle nostre città, alla varietà morfologica dei nostri paesaggi sino alla fantasmagoria di sapori della nostra cucina. È l’Italia dai mille volti, dove la molteplicità trova la sua naturale dimora e produce ricchezza. Una ricchezza che abbiamo il dovere di preservare, affinché possa allietare anche la vita dei nostri figli.

BELLO E BUONO, QUINDI BEN FATTO
Il Rinascimento Italiano non è solo un periodo di grande splendore, ma anche una cultura che nel nostro Paese continua a vivere generando bellezza quale sintesi di virtù umana e perfezione formale. Etica ed Estetica sono due facce della stessa qualità: l’eccellenza. Di questa qualità sono portabandiera nel mondo aziende operanti in svariati campi. Dall’agroalimentare all’arredamento, dalla meccanica alla moda. Una vocazione tipicamente italiana che va sostenuta, moltiplicata, comunicata per la sua piena messa a valore.                                                  

LA BELLEZZA ITALIANA È QUOTIDIANA
“Di tutte le cose misura è l’uomo” rimane un punto fermo nella nostra produzione di eccellenza, capace più di ogni altra, di rintracciare la grandezza delle piccole cose (un caffè espresso, un aperitivo, …) e conferir loro splendore. È quell’eccellenza del quotidiano che tutto il mondo ama.

LA BELLEZZA ITALIANA È PRAGMATICA
È una forma di bellezza benevola e programmatica, concentrata a migliorare la qualità della vita. La sua concretezza può contare su un capitale di saper fare di inestimabile valore, radicato nel territorio, rinnovato e rinvigorito dalla ricerca e innovazione, risorsa strategica chiave in ogni nostra produzione di qualità.

LA BELLEZZA ITALIANA È GENEROSA
Dall’antico mecenatismo che trasformava le corti in ambienti culturalmente aperti ed emancipati all’attuale impegno verso le comunità locali e il territorio, proprio delle imprese italiane più rappresentative. Un dialogo costante e pratiche collaborative tra impresa, istituzioni e territorio sono sempre più decisive per il futuro del Paese.

I NOMI CHE DIAMO ALLA BELLEZZA

ACCOGLIENZA, SOLIDARIETÀ ED EMPATIA
Un Paese aperto e accogliente che ha nel volontariato un primato mondiale, fatto di gente umanamente generosa e capace di condividere emozioni e sentimenti come pochi altri popoli sulla Terra.

TERRITORI, ARCHEOLOGIE E PAESAGGI
Un Paese geograficamente ricchissimo, con panorami naturalistici che vanno dalle Dolomiti all’Etna, dalla Val D’Orcia al Gennargentu, dalla Laguna Veneta all’arcipelago della Maddalena…ricco di vestigia archeologiche tra le più  importanti del Pianeta e paesaggi unici e diversissimi, la maggior parte dei quali disegnati da un’antropizzazione capillare e antichissima.

ARTE, CULTURA E SPETTACOLO
Il Paese delle città Stato, delle mille Capitali, che hanno ereditato il patrimonio artistico/culturale e architettonico/monumentale più importante del mondo, con una grandissima tradizione letteraria, lirico/musicale e cinematografica, con una capillare rete di eventi storici legati alle culture dei territori, arene e teatri spettacolari, le migliori scuole di restauro, ecc.

TALENTO, PASSIONE E QUALITÀ
Da Cellini a Leonardo, da Raffaello a Bernini, dalle botteghe rinascimentali fino alle nostre migliori imprese: un Paese talentuoso, con la passione del “saper fare”, guidato da una costante ricerca nella qualità manifatturiera e da una passione creativa nella progettazione e realizzazione dei propri prodotti e servizi.

DESIGN, INGEGNO E INNOVAZIONE
Un Paese produttivamente ingegnoso e mentalmente flessibile, dedito alla soluzione dei problemi e capace di vedere nell’alta cultura artigiana e nel Design l’arma vincente della propria offerta nei tanti campi in cui eccelle, le ben note 4A; ma anche nella ricerca tecnologica e biomedica, la meccano-tecnica e la nautica, il tutto all’insegna di un’ineguagliabile capacità di rinnovare il “classico”.

COLTURE, CUCINE E BIODIVERSITÀ
La conformazione fisica e il benefico influsso del salnitro che il mare da ogni parte ci dona, fa del nostro paese un campionario ineguagliabile di biodiversità agroalimentare, con eccellenze produttive altamente caratterizzate. A queste si accompagnano una infinità di creazioni gastronomiche ed enologiche legate alle tradizioni e alle culture dei differenti territori, che fanno del nostro stile alimentare, forse, il più rinomato al mondo.

1. Diffondere la consapevolezza del potenziale culturale, sociale ed economico che rappresenta l’essere la “Patria della Bellezza”, attivando progetti e iniziative volti a generare la partecipazione e il coinvolgimento di tutta la società civile.

2. Sostenere la cultura attraverso un programma di finanziamento rivolto ai progetti e alle attività di valorizzazione delle bellezze in italia. La Fondazione finanzia in particolare le attività relative alla comunicazione, alla promozione e al branding di progetti che possono essere relativi ad attività di turismo, arte, cultura, cura del paesaggio, programmi di educazione nelle scuole.

3. Restituire centralità al ruolo dell’Impresa, privata e pubblica, piccola e grande, perché sostenga e partecipi ai progetti della Fondazione diventando protagonista e interprete attiva del rilancio del Paese.

4. Spronare Istituzioni e Governi a sostenere l’Identità Competitiva del Paese e attuare una politica di sviluppo economico e sociale coerente con la sua promessa.

5. Aggregare attraverso una redazione digitale, gli attori che operano per la valorizzazione della Bellezza del Paese e creare, tra essi e con le Imprese, sinergie innovative per la realizzazione di nuovi progetti a sostegno dell’Identità Competitiva.

STATUTO
FONDAZIONE ITALIA PATRIA DELLA BELLEZZA

Articolo 1
1.Su iniziativa di Maurizio Nicolis Di Robilant, con la collaborazione di Giovanni Lanzone, Matteo Farneti, Marco Fanfani, Paolo Anselmi, Diego Maria Visconti, Andrea Illy e Edoardo Andreoli è costituita una fondazione denominata:

“ITALIA PATRIA DELLA BELLEZZA”

con sede in Milano, in via Vigevano 41.
2. Delegazioni e uffici potranno essere costituiti sia in Italia che all’estero onde svolgere, in via accessoria e strumentale rispetto alle finalità della Fondazione, attività di promozione nonché di sviluppo ed incremento della necessaria rete di relazioni nazionali e internazionali di supporto alla Fondazione stessa.
3. La Fondazione non ha scopo di lucro e non può distribuire utili.

Articolo 2
Scopi della Fondazione

  1. La Fondazione non ha scopo di lucro e si propone esclusivamente di promuovere finalità di pubblica utilità nell’ambito della valorizzazione generale del sistema paese, quali:
    1. lo svolgimento e la promozione di attività di studio, di ricerca e di documentazione di rilevante valore culturale e artistico;
    2. la formazione, l’educazione e l’istruzione della collettività alla difesa del patrimonio artistico, monumentale, culturale e ambientale del nostro Paese;
    3. la tutela e la valorizzazione della natura e dell’ambiente, con esclusione dell’attività, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi di cui all’articolo 7 del D.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22;
    4. l’attività di valorizzazione generale del sistema Paese, consistente, in particolare nel:
      1. promuovere, favorire, aggregare e diffondere iniziative volte a rilanciare, in Italia come all’estero, l’immagine del nostro Paese, attraverso una più ampia valorizzazione del suo sistema produttivo, culturale e turistico;
      2. diffondere tra la cittadinanza una maggiore consapevolezza del patrimonio di bellezza di cui dispone il nostro Paese;
      3. promuovere l’educazione dei giovani – anche attraverso la diffusione e la conoscenza dei nuovi strumenti informatici – per contribuire alla loro formazione, istruzione e cultura in relazione al patrimonio di bellezza del nostro Paese,
      4. favorire e promuovere occasioni di incontro e di dialogo tra imprenditoria privata, istituzioni pubbliche, istituzioni accademiche e scientifiche, fondazioni e associazioni, mondo delle professioni e cittadinanza per sviluppare strategie comuni di valorizzazione del Paese nonché di difesa e rilancio del suo patrimonio artistico, culturale e ambientale.

Articolo 3
Attività strumentali, accessorie e connesse
Per il raggiungimento dei suoi scopi, la Fondazione potrà tra l’altro:

  1. amministrare e gestire i beni di cui sia proprietaria, locatrice, comodataria o comunque posseduti;
  2. partecipare ad associazioni, fondazioni, enti e istituzioni, pubbliche e private, la cui attività sia rivolta, direttamente al perseguimento degli scopi della Fondazione di cui al precedente art. 2; la Fondazione potrà, ove lo ritenga opportuno, concorrere anche alla costituzione degli organismi anzidetti;
  3. costituire ovvero partecipare a società di capitali che svolgano in via strumentale ed esclusiva attività diretta al perseguimento degli scopi statutari;
  4. promuovere e organizzare seminari, corsi di formazione, manifestazioni, convegni, incontri, procedendo alla pubblicazione dei relativi atti o documenti, e tutte quelle iniziative idonee a favorire un organico contatto tra la Fondazione, gli operatori e organismi nazionali e internazionali, i relativi addetti e il pubblico;
  5. gestire direttamente o indirettamente spazi funzionali agli scopi di cui all’art. 2;
  6. stipulare convenzioni per l’affidamento a terzi di parte di attività;
  7. istituire premi e borse di studio;
  8. svolgere, in via accessoria e strumentale al perseguimento dei fini istituzionali, attività di commercializzazione, anche con riferimento al settore dell’editoria, nei limiti delle leggi vigenti, e degli audiovisivi in genere;
  9. svolgere attività di raccolta fondi finalizzata al sostegno delle attività e dei progetti della Fondazione, attraverso tutti gli strumenti disponibili, ivi comprese possibili pubblicazioni volte a educare, sensibilizzare, informare le persone sulle finalità della Fondazione
  10. svolgere ogni altra attività idonea ovvero di supporto al perseguimento delle finalità istituzionali.

Articolo 4
Vigilanza
Le Autorità competenti vigilano sull’attività della Fondazione ai sensi del Codice Civile e della legislazione speciale in
materia.

Articolo 5
Patrimonio
Il patrimonio della Fondazione è composto:

  • dal fondo di dotazione;
  • dai conferimenti in denaro o beni mobili e immobili, o altre utilità;
  • dai beni mobili e immobili che pervengano o perverranno a qualsiasi titolo alla Fondazione, compresi quelli dalla stessa acquistati secondo le norme del presente Statuto;
  • dalle elargizioni fatte da enti o da privati con espressa destinazione a incremento del patrimonio;
  • dalla parte di rendite non utilizzata eventualmente destinata a incrementare il patrimonio;
  • da contributi attribuiti al patrimonio dall’Unione Europea, dallo Stato, da enti territoriali o da altri enti pubblici.

Articolo 6
Fondo di Gestione

  1. Il Fondo di Gestione della Fondazione è costituito:
    • dalle rendite e dai proventi derivanti dal patrimonio e dalle attività della Fondazione medesima;
    • da eventuali donazioni o disposizioni testamentarie, che non siano espressamente destinate al patrimonio;
    • da eventuali altri contributi, in qualsiasi forma concessi, attribuiti dallo stato, da enti territoriali o da altri enti pubblici, ovvero da soggetti privati, persone fisiche, giuridiche, ed enti;
    • dai ricavi delle attività istituzionali, accessorie, strumentali e connesse.
  2. Le rendite e le risorse della Fondazione saranno impiegate per il funzionamento della Fondazione stessa e per la realizzazione dei suoi scopi.

Articolo 7
Esercizio finanziario

  1. L’esercizio finanziario ha inizio l’1 gennaio e termina il 31 dicembre di ciascun anno. Entro il 30 aprile di ciascun anno il Presidente approva il bilancio consuntivo dell’esercizio conclusosi il 31 dicembre antecedente. Qualora particolari esigenze lo richiedano, il Presidente approva il bilancio consuntivo entro il 30 giugno.
  2. È vietata la distribuzione di utili o avanzi di gestione nonché di fondi e riserve durante la vita della Fondazione, se la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge.

Articolo 8
Organi della Fondazione
Sono organi della Fondazione:

  • il Presidente della Fondazione;
  • l’Advisory Board;
  • il Revisore Legale dei Conti

Articolo 9
Presidente

  1. Il primo Presidente della Fondazione è nominato in sede di atto costitutivo e resta in carica fino rinuncia. Il successivo Presidente è nominato dal Presidente uscente e così in perpetuo; il Presidente così nominato resterà in carica cinque esercizi e può essere confermato per non più di un ulteriore mandato consecutivo. Ove il Presidente uscente non possa o non voglia nominare il successivo, a tale nomina provvederà l’Advisory Board.
  2. Il Presidente ha la legale rappresentanza della Fondazione di fronte ai terzi, agisce e resiste avanti a questa autorità amministrativa o giurisdizionale, nominando avvocati.
  3. Il Presidente cura le relazioni con enti, istituzioni, imprese pubbliche e private e altri organismi, anche al fine di instaurare rapporti di collaborazione e sostegno delle singole iniziative della Fondazione.
  4. Il Presidente esercita i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, definisce gli obiettivi ed i programmi della Fondazione in ossequio alle finalità della medesima e provvede alla gestione della Fondazione.
  5. In particolare, provvede a: 
     – stabilire annualmente le linee generali dell’attività della Fondazione, nell’ambito degli scopi e delle attività di cui agli articoli 2 e 3 del presente statuto;
     – predisporre ed approvare il bilancio consuntivo;
     – deliberare in ordine all’accettazione di eredità, legati e contributi;
     – istituire l’Advisory Board, ai sensi dell’art. 10 del presente statuto;
     – nominare, ove opportuno, un Segretario, quale ufficio della Fondazione, che coadiuvi il Presidente nella gestione operativa ed amministrativa della Fondazione; al momento della nomina il Presidente ne stabilirà i compiti, durata e natura dell’incarico;
     – istituire, ove necessario, Comitati e/o Commissioni, stabilendone compiti, numero di membri e modalità di funzionamento
     – individuare, ove opportuno, modalità di partecipazione ed adesione alla Fondazione;
     – deliberare eventuali modifiche statutarie;
     – deliberare in merito alla proposta alla competente Autorità per lo scioglimento della Fondazione e la devoluzione del patrimonio;
     – svolgere ogni ulteriore compito ad esso affidato dal presente statuto.


Articolo 10
Advisory Board

  1. L’Advisory Board è composto da un numero variabile di membri, da un minimo di 3 (tre) ad un massimo di 11 (undici), nominati dal Presidente e scelti tra persone che reputi di utilità e prestigio per la Fondazione. I membri così nominati resteranno in carica cinque esercizi e potranno essere confermati.
  2. All’Advisory Board possono partecipare quali invitati il Segretario, ove nominato, il Revisore Legale dei Conti, nonché i membri dei vari dipartimenti e/o comitati consultivi eventualmente istituiti.
  3. L’Advisory Board è luogo istituzionale di confronto ed analisi dell’attività della Fondazione, nonché di proposta di nuove iniziative o valutazioni, allo scopo di favorire la più ampia condivisione degli indirizzi della Fondazione, e raccogliere ogni contributo utile al perseguimento delle finalità della Fondazione.
  4. All’Advisory Board vengono altresì illustrate le attività e le linee di sviluppo della Fondazione nonché gli obiettivi e i programmi della medesima. A tale fine, l’Advisory Board può formulare pareri consultivi e proposte.
  5. L’Advisory Board, inoltre, provvede a nominare il Revisore Legale dei Conti ai sensi dell’articolo 11.
  6. L’Advisory Board è convocato su iniziativa del Presidente, con ogni mezzo idoneo di cui si abbia prova di ricezione, e si riunisce validamente qualunque sia il numero dei presenti.
  7. Le riunioni sono presiedute dal Presidente della Fondazione; le deliberazioni sono assunte con il voto favorevole della maggioranza dei presenti; in caso di parità prevale il voto del Presidente.

Articolo 11
Revisore Legale dei Conti

  1. Il Revisore Legale dei Conti è nominato dall’Advisory Board ed è scelto tra persone iscritte nel registro dei Revisori Legali dei Conti. Qualora l’Advisory Board, per qualsiasi motivo, non proceda a tale nomina, alla stessa provvederà, su sollecitazione del Presidente, il Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano.
  2. Il Revisore Legale dei Conti accerta la regolare tenuta delle scritture contabili, esamina le proposte di bilancio, redigendo apposite relazioni, ed effettua verifiche di cassa.
  3. Il Revisore Legale dei Conti può partecipare senza diritto di voto alle riunioni dell’Advisory Board.
  4. Il Revisore Legale dei Conti resta in carica per cinque esercizi e può essere riconfermato.

Articolo 12
Scioglimento

  1. In caso di scioglimento della Fondazione, il patrimonio verrà devoluto, con determina del Presidente, che nominerà anche il liquidatore, ad altro ente avente scopo analogo, ovvero a fini di pubblica utilità.
  2. I beni affidati in concessione d’uso, comodato o qualsiasi altra forma di concessione alla Fondazione, all’atto dello scioglimento della stessa tornano in disponibilità dei soggetti concedenti.

Articolo 13
Clausola di rinvio

  1. Per quanto non previsto dal presente Statuto si applicano le disposizioni del Codice Civile e le norme vigenti in materia.

 PROMOTORI NEGLI ANNI                                          

 SOSTENITORI NEGLI ANNI                                          

     

La Fondazione Italia Patria della Bellezza nasce intorno a un progetto per il rilancio dell’Identità Competitiva del Paese. Maurizio di Robilant inizia a lavorare all’idea nel 2013 chiamando attorno a sé un gruppo di partner che con lui condividono la visione e si impegnano a lavorare per gettare le basi della sua realizzazione. Il 10 luglio 2014 la Fondazione viene ufficialmente costituita con atto notarile. Nei mesi successivi sono state coinvolte anche le Fondazioni e le Associazioni no profit che, diventando Promotori, hanno contribuito in maniera decisiva alla sua start up e all’avvio delle attività. 

FONDATORI

Maurizio di Robilant
Presidente della Fondazione 
Presidente RobilantAssociati

Edoardo Andreoli
Socio Corporate Studio Chiomenti

Paolo Anselmi
Vice-Presidente GFK Eurisko

Marco Fanfani
Ceo TBWA Italia

Matteo Farneti
Fondatore Milano Forward

Andrea Illy
Presidente Fondazione Altagamma
Ceo Illycaffè

Giovanni Lanzone
Giornalista e sociologo

Diego Visconti
Presidente Fondazione Accenture

CONSIGLIO DI PRESIDENZA

Maurizio di Robilant
Presidente 

Giovanni Lanzone
Segretario Generale

Alessia del Corona
Direttrice

Paolo Anselmi
Consigliere

François de Brabant
Consigliere

COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

Roberto Spada
Presidente del Collegio

Luca Guarna

Stefania Bettoni

ADVISORY BOARD

Elena Sisti
Coordinatore 

Lodovico Benvenuti

Michele Brunello

Manuela Cedermas

Beatrice Costa

Chiara Pasqualetti Johnson

Marco Percoco

Fulvia Ramogida

Viola Romoli

Federica Sala

Simple Flair

PARTNER TECNICI

Facebook

Fondazione Italiana Accenture

GFK Eurisko

Mondo Mostre

Nielsen 

Prometeia

RobilantAssociati

 

Il destino di un Paese è segnato dalla forza e dalla credibilità della sua reputazione. Alla sua costruzione concorrono la chiarezza e l’unicità della sua Identità Competitiva. Quando pensiamo agli Stati Uniti, alla Germania, alla Svizzera, la nostra mente associa a queste nazioni un immaginario chiaramente definito, che si manifesta trasversalmente in ogni aspetto della vita di quel paese: il “sogno americano”, la “qualità tedesca”, la “precisione svizzera”.

Il Talento dell’Italia è la Bellezza. La Bellezza ha per gli Italiani un valore che va ben oltre il solo senso estetico, giacché è parte indissolubile del loro patrimonio identitario. È storia, cultura e territorio, ma anche ricerca scientifica e avanguardia tecnologica, qualità dei prodotti e creatività progettuale. A ciò si aggiungono la ricchezza del patrimonio agroalimentare, la capacità di costruire relazioni empatiche e l’eccellenza della manifattura. Una irripetibile pluralità che determina, nel suo insieme, quello “stile di vita” che il mondo intero ci invidia. 

La Fondazione riconosce in questa accezione di Bellezza il naturale elemento differenziante a partire dal quale il Paese può rilanciarsi. È su questo Talento che l’Italia può tornare a crescere, a patto che sappia trasformare un simile potenziale in una vera risorsa strategica su cui costruire occupazione, sviluppo e prosperità.

Definire e sostenere l’identità Competitiva dell’Italia per contribuire al rilancio del Paese, trasformando il suo straordinario potenziale di bellezza in una risorsa strategica di sviluppo economico e socialePer fare dell’Italia la Patria della Bellezza.”

La Fondazione si pone l’obiettivo di posizionare l’Italia nel mondo attraverso la
definizione e la comunicazione della sua Identità Competitiva, rappresentata da
quella caratteristica unica e posizionante che è la Bellezza.

La missione della Fondazione è quella di attirare risorse pubbliche e private per
finanziare progetti di valorizzazione e promozione della Bellezza italiana rappresentata dal
patrimonio culturale, artistico e monumentale, paesaggistico e agroalimentare del nostro
Paese.
Nello specifico, la Fondazione si occupa di identificare, sostenere e far crescere realtà
virtuose, già esistenti nei territori, che necessitano di colmare l’ultimo miglio “prima della
bellezza”, quindi nel branding e nella comunicazione strategica per raggiungere la visibilità
necessaria a lanciare e diffondere i loro progetti.

IL SIGNIFICATO CHE DIAMO ALLA BELLEZZA

LA BELLEZZA ITALIANA È UNIVERSALE
Ruotando intorno all’uomo quale centro di gravità, la bellezza italiana dà forma a temi e sentimenti che da sempre attraversano la vita delle persone. Ha la capacità di parlare a tutti e di essere naturalmente cultura condivisa.

LA BELLEZZA ITALIANA È EQUILIBRIO
L’ideale di armonia è insieme canone estetico e modus vivendi tipici del nostro Paese. Sul versante dell’Estetica è la ricerca di un sereno e composto equilibrio che risulta in ogni nostra significativa produzione (artistica e non) grazie a un sapiente lavoro che elimina asprezza e sproporzione. Sul versante del quotidiano è la naturale inclinazione a uno stile di vita che è sintesi armoniosa di azioni, relazioni, piaceri.

LA BELLEZZA ITALIANA SIAMO NOI
Ciò che distingue il nostro paese è l’ubiquità della bellezza. È pubblica, aperta, a disposizione di tutti. È generativa quando sotto il suo influsso cambiano i rapporti tra le persone, si moltiplicano le relazioni positive e si crea così una vita collettiva migliore.

BELLO, QUINDI GIUSTO
Ciò che è bello, è naturalmente giusto. “Migliora subito il mondo senza richiedere crociate contro il male”. Si staglia a cielo aperto, è per tutti. Di ciò la più straordinaria testimonianza è data dal patrimonio artistico del nostro Paese, che ogni giorno allieta la vita di chi vi passa accanto.

BELLO, QUINDI VERO
Ciò che è bello, è eternamente vero. Assolve a funzioni e dà voce a messaggi universali, nei quali ciascuno ritrova se stesso, trovando le proprie risposte, il proprio piacere.

LA BELLEZZA ITALIANA È PLURALE
Dal policentrismo politico e culturale, che ha dato vita a fisionomie territoriali autonome e originali ancora vive nelle nostre città, alla varietà morfologica dei nostri paesaggi sino alla fantasmagoria di sapori della nostra cucina. È l’Italia dai mille volti, dove la molteplicità trova la sua naturale dimora e produce ricchezza. Una ricchezza che abbiamo il dovere di preservare, affinché possa allietare anche la vita dei nostri figli.

BELLO E BUONO, QUINDI BEN FATTO
Il Rinascimento Italiano non è solo un periodo di grande splendore, ma anche una cultura che nel nostro Paese continua a vivere generando bellezza quale sintesi di virtù umana e perfezione formale. Etica ed Estetica sono due facce della stessa qualità: l’eccellenza. Di questa qualità sono portabandiera nel mondo aziende operanti in svariati campi. Dall’agroalimentare all’arredamento, dalla meccanica alla moda. Una vocazione tipicamente italiana che va sostenuta, moltiplicata, comunicata per la sua piena messa a valore.                                                  

LA BELLEZZA ITALIANA È QUOTIDIANA
“Di tutte le cose misura è l’uomo” rimane un punto fermo nella nostra produzione di eccellenza, capace più di ogni altra, di rintracciare la grandezza delle piccole cose (un caffè espresso, un aperitivo, …) e conferir loro splendore. È quell’eccellenza del quotidiano che tutto il mondo ama.

LA BELLEZZA ITALIANA È PRAGMATICA
È una forma di bellezza benevola e programmatica, concentrata a migliorare la qualità della vita. La sua concretezza può contare su un capitale di saper fare di inestimabile valore, radicato nel territorio, rinnovato e rinvigorito dalla ricerca e innovazione, risorsa strategica chiave in ogni nostra produzione di qualità.

LA BELLEZZA ITALIANA È GENEROSA
Dall’antico mecenatismo che trasformava le corti in ambienti culturalmente aperti ed emancipati all’attuale impegno verso le comunità locali e il territorio, proprio delle imprese italiane più rappresentative. Un dialogo costante e pratiche collaborative tra impresa, istituzioni e territorio sono sempre più decisive per il futuro del Paese.

I NOMI CHE DIAMO ALLA BELLEZZA

ACCOGLIENZA, SOLIDARIETÀ ED EMPATIA
Un Paese aperto e accogliente che ha nel volontariato un primato mondiale, fatto di gente umanamente generosa e capace di condividere emozioni e sentimenti come pochi altri popoli sulla Terra.

TERRITORI, ARCHEOLOGIE E PAESAGGI
Un Paese geograficamente ricchissimo, con panorami naturalistici che vanno dalle Dolomiti all’Etna, dalla Val D’Orcia al Gennargentu, dalla Laguna Veneta all’arcipelago della Maddalena…ricco di vestigia archeologiche tra le più  importanti del Pianeta e paesaggi unici e diversissimi, la maggior parte dei quali disegnati da un’antropizzazione capillare e antichissima.

ARTE, CULTURA E SPETTACOLO
Il Paese delle città Stato, delle mille Capitali, che hanno ereditato il patrimonio artistico/culturale e architettonico/monumentale più importante del mondo, con una grandissima tradizione letteraria, lirico/musicale e cinematografica, con una capillare rete di eventi storici legati alle culture dei territori, arene e teatri spettacolari, le migliori scuole di restauro, ecc.

TALENTO, PASSIONE E QUALITÀ
Da Cellini a Leonardo, da Raffaello a Bernini, dalle botteghe rinascimentali fino alle nostre migliori imprese: un Paese talentuoso, con la passione del “saper fare”, guidato da una costante ricerca nella qualità manifatturiera e da una passione creativa nella progettazione e realizzazione dei propri prodotti e servizi.

DESIGN, INGEGNO E INNOVAZIONE
Un Paese produttivamente ingegnoso e mentalmente flessibile, dedito alla soluzione dei problemi e capace di vedere nell’alta cultura artigiana e nel Design l’arma vincente della propria offerta nei tanti campi in cui eccelle, le ben note 4A; ma anche nella ricerca tecnologica e biomedica, la meccano-tecnica e la nautica, il tutto all’insegna di un’ineguagliabile capacità di rinnovare il “classico”.

COLTURE, CUCINE E BIODIVERSITÀ
La conformazione fisica e il benefico influsso del salnitro che il mare da ogni parte ci dona, fa del nostro paese un campionario ineguagliabile di biodiversità agroalimentare, con eccellenze produttive altamente caratterizzate. A queste si accompagnano una infinità di creazioni gastronomiche ed enologiche legate alle tradizioni e alle culture dei differenti territori, che fanno del nostro stile alimentare, forse, il più rinomato al mondo.

1. Diffondere la consapevolezza del potenziale culturale, sociale ed economico che rappresenta l’essere la “Patria della Bellezza”, attivando progetti e iniziative volti a generare la partecipazione e il coinvolgimento di tutta la società civile.

2. Sostenere la cultura attraverso un programma di finanziamento rivolto ai progetti e alle attività di valorizzazione delle bellezze in italia. La Fondazione finanzia in particolare le attività relative alla comunicazione, alla promozione e al branding di progetti che possono essere relativi ad attività di turismo, arte, cultura, cura del paesaggio, programmi di educazione nelle scuole.

3. Restituire centralità al ruolo dell’Impresa, privata e pubblica, piccola e grande, perché sostenga e partecipi ai progetti della Fondazione diventando protagonista e interprete attiva del rilancio del Paese.

4. Spronare Istituzioni e Governi a sostenere l’Identità Competitiva del Paese e attuare una politica di sviluppo economico e sociale coerente con la sua promessa.

5. Aggregare attraverso una redazione digitale, gli attori che operano per la valorizzazione della Bellezza del Paese e creare, tra essi e con le Imprese, sinergie innovative per la realizzazione di nuovi progetti a sostegno dell’Identità Competitiva.
 

CINQUE PROPOSTE AL GOVERNO

Nel suo ruolo di promotore di un’Identità Competitiva fondata sulla Bellezza, la Fondazione si fa inoltre portavoce costante, presso Governo e le Istituzioni, di una serie di proposte chiave per il rilancio del Paese che reputa rilevanti in termini identitari, con una ricaduta diretta sulla gestione di temi centrali per l’economia del Paese e un ulteriore rafforzamento della sua reputazione.

1. Assumere come propria la proposta identitaria “PATRIA DELLA BELLEZZA”

2. Costituire il “MINISTERO DELLA BELLEZZA”, o una “CONSULTA NAZIONALE DELLA BELLEZZA” alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio, che includa Turismo e Made in Italy, incorporando ICE ed Enit al proprio interno.

3. Incrementare il numero di siti italiani riconosciuti dall’UNESCO per affermare che l’Italia nella sua interezza è un Patrimonio dell’Umanità.

4. Creare un Fondo Internazionale per la salvaguardia della Bellezza, rivolto agli Italiani residenti all’estero e agli stranieri appassionati del nostro Paese.

5. Introdurre il tema “BELLEZZA” nell’art. 1 o nell’art. 9 della Costituzione Italiana (azione di concerto con iniziativa “Bellezza in Costituzione“)

STATUTO
FONDAZIONE ITALIA PATRIA DELLA BELLEZZA

Articolo 1
1.Su iniziativa di Maurizio Nicolis Di Robilant, con la collaborazione di Giovanni Lanzone, Matteo Farneti, Marco Fanfani, Paolo Anselmi, Diego Maria Visconti, Andrea Illy e Edoardo Andreoli è costituita una fondazione denominata:

“ITALIA PATRIA DELLA BELLEZZA”

con sede in Milano, in via Vigevano 41.
2. Delegazioni e uffici potranno essere costituiti sia in Italia che all’estero onde svolgere, in via accessoria e strumentale rispetto alle finalità della Fondazione, attività di promozione nonché di sviluppo ed incremento della necessaria rete di relazioni nazionali e internazionali di supporto alla Fondazione stessa.
3. La Fondazione non ha scopo di lucro e non può distribuire utili.

Articolo 2
Scopi della Fondazione

  1. La Fondazione non ha scopo di lucro e si propone esclusivamente di promuovere finalità di pubblica utilità nell’ambito della valorizzazione generale del sistema paese, quali:
    1. lo svolgimento e la promozione di attività di studio, di ricerca e di documentazione di rilevante valore culturale e artistico;
    2. la formazione, l’educazione e l’istruzione della collettività alla difesa del patrimonio artistico, monumentale, culturale e ambientale del nostro Paese;
    3. la tutela e la valorizzazione della natura e dell’ambiente, con esclusione dell’attività, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi di cui all’articolo 7 del D.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22;
    4. l’attività di valorizzazione generale del sistema Paese, consistente, in particolare nel:
      1. promuovere, favorire, aggregare e diffondere iniziative volte a rilanciare, in Italia come all’estero, l’immagine del nostro Paese, attraverso una più ampia valorizzazione del suo sistema produttivo, culturale e turistico;
      2. diffondere tra la cittadinanza una maggiore consapevolezza del patrimonio di bellezza di cui dispone il nostro Paese;
      3. promuovere l’educazione dei giovani – anche attraverso la diffusione e la conoscenza dei nuovi strumenti informatici – per contribuire alla loro formazione, istruzione e cultura in relazione al patrimonio di bellezza del nostro Paese,
      4. favorire e promuovere occasioni di incontro e di dialogo tra imprenditoria privata, istituzioni pubbliche, istituzioni accademiche e scientifiche, fondazioni e associazioni, mondo delle professioni e cittadinanza per sviluppare strategie comuni di valorizzazione del Paese nonché di difesa e rilancio del suo patrimonio artistico, culturale e ambientale.

Articolo 3
Attività strumentali, accessorie e connesse
Per il raggiungimento dei suoi scopi, la Fondazione potrà tra l’altro:

  1. amministrare e gestire i beni di cui sia proprietaria, locatrice, comodataria o comunque posseduti;
  2. partecipare ad associazioni, fondazioni, enti e istituzioni, pubbliche e private, la cui attività sia rivolta, direttamente al perseguimento degli scopi della Fondazione di cui al precedente art. 2; la Fondazione potrà, ove lo ritenga opportuno, concorrere anche alla costituzione degli organismi anzidetti;
  3. costituire ovvero partecipare a società di capitali che svolgano in via strumentale ed esclusiva attività diretta al perseguimento degli scopi statutari;
  4. promuovere e organizzare seminari, corsi di formazione, manifestazioni, convegni, incontri, procedendo alla pubblicazione dei relativi atti o documenti, e tutte quelle iniziative idonee a favorire un organico contatto tra la Fondazione, gli operatori e organismi nazionali e internazionali, i relativi addetti e il pubblico;
  5. gestire direttamente o indirettamente spazi funzionali agli scopi di cui all’art. 2;
  6. stipulare convenzioni per l’affidamento a terzi di parte di attività;
  7. istituire premi e borse di studio;
  8. svolgere, in via accessoria e strumentale al perseguimento dei fini istituzionali, attività di commercializzazione, anche con riferimento al settore dell’editoria, nei limiti delle leggi vigenti, e degli audiovisivi in genere;
  9. svolgere attività di raccolta fondi finalizzata al sostegno delle attività e dei progetti della Fondazione, attraverso tutti gli strumenti disponibili, ivi comprese possibili pubblicazioni volte a educare, sensibilizzare, informare le persone sulle finalità della Fondazione
  10. svolgere ogni altra attività idonea ovvero di supporto al perseguimento delle finalità istituzionali.

Articolo 4
Vigilanza
Le Autorità competenti vigilano sull’attività della Fondazione ai sensi del Codice Civile e della legislazione speciale in
materia.

Articolo 5
Patrimonio
Il patrimonio della Fondazione è composto:

  • dal fondo di dotazione;
  • dai conferimenti in denaro o beni mobili e immobili, o altre utilità;
  • dai beni mobili e immobili che pervengano o perverranno a qualsiasi titolo alla Fondazione, compresi quelli dalla stessa acquistati secondo le norme del presente Statuto;
  • dalle elargizioni fatte da enti o da privati con espressa destinazione a incremento del patrimonio;
  • dalla parte di rendite non utilizzata eventualmente destinata a incrementare il patrimonio;
  • da contributi attribuiti al patrimonio dall’Unione Europea, dallo Stato, da enti territoriali o da altri enti pubblici.

Articolo 6
Fondo di Gestione

  1. Il Fondo di Gestione della Fondazione è costituito:
    • dalle rendite e dai proventi derivanti dal patrimonio e dalle attività della Fondazione medesima;
    • da eventuali donazioni o disposizioni testamentarie, che non siano espressamente destinate al patrimonio;
    • da eventuali altri contributi, in qualsiasi forma concessi, attribuiti dallo stato, da enti territoriali o da altri enti pubblici, ovvero da soggetti privati, persone fisiche, giuridiche, ed enti;
    • dai ricavi delle attività istituzionali, accessorie, strumentali e connesse.
  2. Le rendite e le risorse della Fondazione saranno impiegate per il funzionamento della Fondazione stessa e per la realizzazione dei suoi scopi.

Articolo 7
Esercizio finanziario

  1. L’esercizio finanziario ha inizio l’1 gennaio e termina il 31 dicembre di ciascun anno. Entro il 30 aprile di ciascun anno il Presidente approva il bilancio consuntivo dell’esercizio conclusosi il 31 dicembre antecedente. Qualora particolari esigenze lo richiedano, il Presidente approva il bilancio consuntivo entro il 30 giugno.
  2. È vietata la distribuzione di utili o avanzi di gestione nonché di fondi e riserve durante la vita della Fondazione, se la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge.

Articolo 8
Organi della Fondazione
Sono organi della Fondazione:

  • il Presidente della Fondazione;
  • l’Advisory Board;
  • il Revisore Legale dei Conti

Articolo 9
Presidente

  1. Il primo Presidente della Fondazione è nominato in sede di atto costitutivo e resta in carica fino rinuncia. Il successivo Presidente è nominato dal Presidente uscente e così in perpetuo; il Presidente così nominato resterà in carica cinque esercizi e può essere confermato per non più di un ulteriore mandato consecutivo. Ove il Presidente uscente non possa o non voglia nominare il successivo, a tale nomina provvederà l’Advisory Board.
  2. Il Presidente ha la legale rappresentanza della Fondazione di fronte ai terzi, agisce e resiste avanti a questa autorità amministrativa o giurisdizionale, nominando avvocati.
  3. Il Presidente cura le relazioni con enti, istituzioni, imprese pubbliche e private e altri organismi, anche al fine di instaurare rapporti di collaborazione e sostegno delle singole iniziative della Fondazione.
  4. Il Presidente esercita i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, definisce gli obiettivi ed i programmi della Fondazione in ossequio alle finalità della medesima e provvede alla gestione della Fondazione.
  5. In particolare, provvede a: 
     – stabilire annualmente le linee generali dell’attività della Fondazione, nell’ambito degli scopi e delle attività di cui agli articoli 2 e 3 del presente statuto;
     – predisporre ed approvare il bilancio consuntivo;
     – deliberare in ordine all’accettazione di eredità, legati e contributi;
     – istituire l’Advisory Board, ai sensi dell’art. 10 del presente statuto;
     – nominare, ove opportuno, un Segretario, quale ufficio della Fondazione, che coadiuvi il Presidente nella gestione operativa ed amministrativa della Fondazione; al momento della nomina il Presidente ne stabilirà i compiti, durata e natura dell’incarico;
     – istituire, ove necessario, Comitati e/o Commissioni, stabilendone compiti, numero di membri e modalità di funzionamento
     – individuare, ove opportuno, modalità di partecipazione ed adesione alla Fondazione;
     – deliberare eventuali modifiche statutarie;
     – deliberare in merito alla proposta alla competente Autorità per lo scioglimento della Fondazione e la devoluzione del patrimonio;
     – svolgere ogni ulteriore compito ad esso affidato dal presente statuto.


Articolo 10
Advisory Board

  1. L’Advisory Board è composto da un numero variabile di membri, da un minimo di 3 (tre) ad un massimo di 11 (undici), nominati dal Presidente e scelti tra persone che reputi di utilità e prestigio per la Fondazione. I membri così nominati resteranno in carica cinque esercizi e potranno essere confermati.
  2. All’Advisory Board possono partecipare quali invitati il Segretario, ove nominato, il Revisore Legale dei Conti, nonché i membri dei vari dipartimenti e/o comitati consultivi eventualmente istituiti.
  3. L’Advisory Board è luogo istituzionale di confronto ed analisi dell’attività della Fondazione, nonché di proposta di nuove iniziative o valutazioni, allo scopo di favorire la più ampia condivisione degli indirizzi della Fondazione, e raccogliere ogni contributo utile al perseguimento delle finalità della Fondazione.
  4. All’Advisory Board vengono altresì illustrate le attività e le linee di sviluppo della Fondazione nonché gli obiettivi e i programmi della medesima. A tale fine, l’Advisory Board può formulare pareri consultivi e proposte.
  5. L’Advisory Board, inoltre, provvede a nominare il Revisore Legale dei Conti ai sensi dell’articolo 11.
  6. L’Advisory Board è convocato su iniziativa del Presidente, con ogni mezzo idoneo di cui si abbia prova di ricezione, e si riunisce validamente qualunque sia il numero dei presenti.6. Le riunioni sono presiedute dal Presidente della Fondazione; le deliberazioni sono assunte con il voto favorevole della maggioranza dei presenti; in caso di parità prevale il voto del Presidente.

Articolo 11
Revisore Legale dei Conti

  1. Il Revisore Legale dei Conti è nominato dall’Advisory Board ed è scelto tra persone iscritte nel registro dei Revisori Legali dei Conti. Qualora l’Advisory Board, per qualsiasi motivo, non proceda a tale nomina, alla stessa provvederà, su sollecitazione del Presidente, il Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano.
  2. Il Revisore Legale dei Conti accerta la regolare tenuta delle scritture contabili, esamina le proposte di bilancio, redigendo apposite relazioni, ed effettua verifiche di cassa.
  3. Il Revisore Legale dei Conti può partecipare senza diritto di voto alle riunioni dell’Advisory Board.
  4. Il Revisore Legale dei Conti resta in carica per cinque esercizi e può essere riconfermato.

Articolo 12
Scioglimento

  1. In caso di scioglimento della Fondazione, il patrimonio verrà devoluto, con determina del Presidente, che nominerà anche il liquidatore, ad altro ente avente scopo analogo, ovvero a fini di pubblica utilità.
  2. I beni affidati in concessione d’uso, comodato o qualsiasi altra forma di concessione alla Fondazione, all’atto dello scioglimento della stessa tornano in disponibilità dei soggetti concedenti.

Articolo 13
Clausola di rinvio

  1. Per quanto non previsto dal presente Statuto si applicano le disposizioni del Codice Civile e le norme vigenti in materia.

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